Caffaro, nessuna contrapposizione tra lavoro e ambiente. Sì al commissario

Commissione parlamentare per il pcb loggia incontro con i sindaciNon c’è e non ci deve essere alcuna contrapposizione tra lavoro e ambiente”. Il Segretario generale della Cisl provinciale Enzo Torri ha ribadito il concetto con forza davanti alla Commissione Ambiente della Camera, ieri a Brescia per una serie di audizioni sul caso Caffaro.

IL PASSATO – Il nome della Caffaro è associato a quello del policlorobifenile, più noto come Pcb, responsabile dell’inquinamento di un vasto territorio attorno all’area industriale cittadina. Il Pcb non viene più prodotto dal 1984 ma resta il problema della bonifica del terreno.

OGGI – Il Gruppo imprenditoriale che due anni fa ha rilevato l’azienda lavora prodotti per la potabilizzazione dell’acqua privi di qualsiasi indice di nocività. Il mantenimento della produzione è stato il frutto di un accordo sindacale estremamente importante (firmato unicamente dalla Femca Cisl, sostenuto però unitariamente dalle Rsu, votato dal 75% dei lavoratori) perché ha garantito l’occupazione di 60 lavoratori e ha vincolato l’azienda al funzionamento degli impianti che attraverso l’aspirazione dell’acqua (con un costo annuale che si aggira attorno al milione di euro a carico dell’azienda e non della collettività) mantengono la falda a debita distanza dagli inquinanti presenti nel terreno.

LE PROSPETTIVE – L’annuncio aziendale di voler trasferire la produzione che attualmente si fa alla Caffaro in un altro stabilimento dove l’energia elettrica ha un costo inferiore rispetto a quella bresciana, aprirebbe dunque non solo problemi occupazionali molto seri, ma anche questioni ambientali di non poco conto.

TOGLIERE GLI ALIBI – Da qui la sottolineatura della Cisl – con il Segretario provinciale ha partecipato all’incontro di ieri con la Commissione Ambiente della Camera anche Rino De Troia della Femca Cisl di Brescia – a che tutti si agisca per affrontare i problemi sollevati dall’azienda e cercare di mantenere a Brescia un presidio industriale così importante, da tutti i punti di vista. La strada appare sempre più in salita: ancora ieri, incontrando in Prefettura la Commissione e i rappresentati istituzionali, la proprietà della Caffaro ha ribadito l’intenzione di chiudere lo stabilimento entro fine anno. Non mancano però argomenti per un confronto di merito più approfondito, a partire dalla positività dei dati di bilancio della Caffaro e della possibilità di contrattare con un gestore diverso (A2A) da quello scelto due anni fa dall’azienda (Terna) forniture elettrice a costi più contenuti.

SI AL COMMISSARIO STRAORDINARIO – Sulla questione strettamente ambientale relativa all’inquinamento di Pcb, la giornata bresciana della Commissione Ambiente della Camera si è chiusa con la ribadita volontà di individuare i responsabili del danno ambientale e con un sì – ancora informale ma assai importante – alla proposta di un commissario straordinario per gestire il caso Caffaro. Lanciata nelle scorse settimane dal sindaco Emilio Del Bono, la proposta è stata sostenuta davanti alla Commissione da parte di istituzioni, associazioni e sindacati, una convergenza che nasce anche dalla professionalità individuata dal Sindaco nell’ex direttore dell’Arpa di Brescia, Giulio Sesana. La sua candidatura sarà valutata a Roma e dovrebbe essere confermata in occasione della visita del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, che sarà a Brescia venerdì 26 luglio.

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