Cisl Lombardia festeggia 25 anni di cooperazione internazionale

una foto sulla scena della tragedia nella fabbrica tessile del rana plaza in  bangladeshDall’India al Niger, dal Pakistan a El Salvador, dal Marocco all’Albania: sono oltre cinquanta i progetti di cooperazione internazionale che l’Iscos Lombardia, l’istituto della Cisl per la cooperazione allo sviluppo, ha realizzato nei suoi primi 25 anni di attività.

Un anniversario importante, che la ong della Cisl regionale ha voluto dedicare all’impegno per il lavoro dignitoso con un convegno intitolato “Qual’è il prezzo giusto per i nostri abiti?”, per ricordare la terribile tragedia accaduta in Bangladesh e riflettere sugli strumenti da adottare per evitare il ripetersi di episodi analoghi. Nel corso del dibattito  si sono confrontati  Sergio Spiller, Segretario generale aggiunto Femca Cisl, Marco Grandi, responsabile Ufficio cooperazione e solidarietà internazionale del Comune di Milano, Salah Uddine, lavoratore bengalese dell’Anolf Bergamo, Gigi Petteni,Ssegretario generale Cisl Lombardia.

“In questa difficile fase economica – ha sottolineato Gigi Petteni – siamo impegnati ogni giorno, anche qui in Italia, per i diritti e la dignità di chi lavora . Le azioni dell’Iscos s’inseriscono in un progetto complessivo che cerchiamo di portare avanti per limitare i danni degli effetti perversi della crisi e delle distorsioni del sistema capitalistico, nei paesi sviluppati e non. In quest’ottica lavoreremo per rafforzare i rapporti di collaborazione con i sindacati europei e internazionali, partendo dalla consapevolezza che è possibile e doveroso un impegno concreto perché tragedie come quella del Rana Plaza non si ripetano più”.

Secondo Sergio Spiller – che ha ricordato il percorso dei sindacati del tessile nell’arrivare all’introduzione del “codice di condotta” nel contratto nazionale del 2000 – per sollecitare le imprese che delocalizzano ad applicare condizioni di lavoro dignitoso occorre far leva anche sul fattore “immagine”. “La sensibilità crescente dei consumatori rispetto alla tipologia di prodotto acquistato – ha detto il sindacalista – spinge le imprese ad essere qualificate e rispettose, ma per interventi di larga scala più efficaci occorre imporre per i prodotti la marchiatura d’origine, potenziare la lotta alla alla contraffazione e diffondere i codici di condotta”.

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