A2A e le centrali vendute: decisioni milanesi che penalizzano il bresciano

uno degli impianti di incanalamento delle acque nella centrale idroelettrica di prevalle (bs)“La vendita delle piccole centrali idroelettriche di proprietà di A2A al gruppo svizzero BKW, segna un ulteriore allontanamento dal territorio del gruppo controllato dai comuni di Brescia e di Milano”. Cgil Cisl e Uil di Brescia non usano mezze misure sulla cessione da parte di A2A delle due centrali di Prevalle (una sul Chiese e una sul Naviglio) e di quelle di Cogozzo, Roè Volciano e Pompegnino, in Valsabbia.

“Nelle scorse settimane – scrivono i sindacati in un documento – si era ipotizzata la costituzione di una società apposita per il controllo di queste centrali omogenee per territorio. Si è preferito invece fare cassa. Una decisione presa dalla direzione milanese senza mettere in chiaro con i Comuni interessati alla cessione questa volontà, senza dare alcun riscontro alle nostre confederazioni che attendono ancora una risposta alla richiesta di incontro, avanzata proprio su questo tema”.

Per Cgil Cisl Uil il problema non è l’acquirente. “Attraverso altre società – spiegano nel loro comunicato – BKW è già presente sul territorio bresciano, in particolare in quello camuno-sebino. Il suo progetto industriale, per gli elementi in nostro possesso, non desta dubbi”.

Il problema – specificano – è di “chi, a distanza, sta ridefinendo campi di impegno e di riassetto societario che ricadono sulla provincia di Brescia. A2A è una grande società cui chiediamo da sempre di non disperdere la vocazione sociale che era tipica delle società municipali. Di non scordare la caratterizzazione che la lega al territorio, che è uno dei valori aggiunti per chi vi lavora e per tutta la comunità che ha visto sfruttate parte delle sue risorse naturali”. Appelli per ora caduti nel vuoto.

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