Caffaro, il sindacato chiede aiuto al Governo

CAFFARO CONFERENZA OPERAIUn incontro con il Governo e un appello al Comune affinché trovi soluzioni locali sul fronte degli sgravi dei costi energetici. Lo chiedono i lavoratori della Caffaro di via Milano che da una settimana si trovano nel mezzo di una vicenda che potrebbe portare alla chiusura dell’azienda.
Nelle scorse settimane il Gruppo Fedeli, che controlla la Caffaro, ha comunicato l’intenzione di spostare la produzione in un altro stabilimento, a Torviscosa. Il motivo è legato – sostiene l’azienda – ai costi troppo alti dell’energia elettrica. Alla grande preoccupazione dei lavoratori (61 in produzione e oltre trenta in cassa integrazione) si unisce la questione ambientale legata al sito industriale (se venisse interrotta l’attività produttiva potrebbe fermarsi il pompaggio dell’acqua con il rischio che la falda si alzi al livello dei terreni inquinati dal pcb).

IL SINDACATO: TRE PUNTI ESSENZIALI …
Filctem Cgil, Uiltec Uil e Femca Cisl, presenti anche i Segretari provinciali di Cgil Cisl e Uil, hanno tenuto oggi una conferenza stampa davanti alla Caffaro per far sentire la voce dei lavoratori. “Innanzitutto – hanno spiegato – va detto che il Gruppo Fedeli sapeva benissimo a cosa andava incontro, dal punto di vista dei costi energetici, quando ha acquistato lo stabilimento dal commissario Cappelletti alla cifra irrisoria di 200mila euro, tra l’altro garantendo inizialmente la produzione per soli 24 mesi e non assumendo impegni sul pompaggio delle acque. In secondo luogo va sottolineato che il bilancio 2012 della Caffaro è quello di un’azienda in perfetta salute: il fatturato è in crescita e l´utile è raddoppiato. E infine bisogna ricordare al Gruppo Fedeli che entro due anni dal rilevamento della fabbrica bresciana aveva promesso un piano industriale, piano che però non è mai stato presentato”.

…E UNA STRANEZZA
I sindacalisti hanno poi ricordato che tre settimane fa, in un incontro in Aib, la dirigenza dell´azienda aveva dichiarato di non avere alternative alla produzione in via Milano. Risulta dunque veramente strano che a nel giro di pochi giorni il Gruppo Fedeli abbia messo in campo il progetto dello spostamento a Torviscosa.

L’INCONTRO DEL SINDACO CON I VERTICI DELL’AZIENDA
Quasi in contemporanea alla conferenza stampa sindacale si è svolto in Palazzo Loggia l’atteso incontro tra il Sindaco Del Bono e i vertici dell’azienda di via Milano. “I rappresentanti della Caffaro – si legge in una nota diffusa dal Comune – hanno illustrato le difficoltà che lo stabilimento sta attraversando a causa dei rincari dell´energia elettrica, che hanno causato un sensibile aumento dei costi, facendo maturare la concreta possibilità di trasferire altrove la produzione di clorito di sodio. Il Sindaco, comprendendo le difficoltà, ha chiesto di valutare l´ipotesi di rimanere in via Milano, garantendo così i posti di lavoro dei dipendenti Caffaro”.

UN RUOLO PER A2A?
A questo proposito la Loggia potrebbe sostenere un contratto di fornitura energetica attraverso A2A; il Gruppo Fedeli, acquistando due anni fa la Caffaro, aveva preferito legarsi alla fornitura di Terna che però ha costi di rete superiori a quelli di A2A.

GLI ASPETTI AMBIENTALI
“Riguardo agli aspetti ambientali – continua il comunicato della Loggia – il Sindaco ha puntualizzato che un´eventuale chiusura dello stabilimento prevede come priorità un passaggio di consegne preciso e attento ai soggetti che dovranno intervenire al posto dell’azienda per garantire la sicurezza della falda e il pompaggio dell’acqua. Gli uffici comunali monitoreranno la situazione, garantendo il proprio supporto e vigilando che si eviti qualsiasi tipo di rischio ambientale”.

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