La Fim sull’accordo alla Leali: nuove relazioni industriali crescono

L’accordo alla Leali si inserisce in un percorso innovativo per le relaizoni industriali a Brescia. Lo sottolinea la Fim in una nota del Segretario generale Laura Valgiovio: lavoriamo per dare una possibilità di ripresa e sviluppo alla nostra provincia, per ribadire che il nostro territorio è ancora capace di essere attrattivo per gli investimenti, andando olte lo scontro e il conflitto che in questi anni ha avuto come unico risultato la dispersione di patrimoni industriali.

LA NOTA DELLA SEGRETERIA DELLA FIM CISL DI BRESCIA
L’accordo sottoscritto con la Leali Steel, che ricordiamo prevede il mantenimento nell’arco di 4 anni della piena occupazione dei siti di Odolo e di Roè Volciano, segue quello sottoscritto a Trento per il sito di Valsugana . Con la modifica della struttura salariale che ha trasformato 2200 euro annui di salario aziendale da fisso in variabile collegandolo all’andamento dell’azienda attraverso il raggiungimento di obiettivi individuati tra le parti firmatarie, continua il percorso iniziato con gli accordi sottoscritti dalla Fim alla Osalmec di Maclodio ed alla Hayes Lemmerz di Dello; accordi che innovano le relazioni sindacali nella nostra provincia mettendo al centro la promozione del lavoro, l’impresa come soggetto economico per lo sviluppo sociale ed occupazionale nella nostra provincia.

Un accordo che abbiamo saputo proporre e costruire anche in questa occasione con un modello di relazioni industriali che evita il balletto delle parti fatto di sterili contrapposizioni di principio e conflitto fine a se stesso, ma che con senso di responsabilità e visione del futuro ha coniugato interessi diversi per un obiettivo comune.

Questa è la strada che con tenacia abbiamo inteso intraprendere come Fim per dare una possibilità di ripresa e sviluppo alla nostra provincia, per dare un segnale che il nostro territorio è ancora capace di essere attrattivo per gli investimenti, e non solo teatro di scontro e di conflitto che in questi anni ha solo saputo disperdere patrimoni industriali anziché promuoverne di nuovi.

Auspichiamo pertanto che quanto accaduto possa fare scuola per tante altre vicende che anche ultimamente stanno tenendo accesa l’attenzione di tutti, a partire dal caso Iveco, dove taluni continuano a invocare attori istituzionali e di rappresentanza che non possono partecipare direttamente alla costruzione di soluzioni che devono essere promosse e coerentemente assunte dalle parti sociali. Lanciare allarmi su eventuali inopportuni ricatti crediamo siano un vecchio metodo per evitare di assumere quelle responsabilità che, per esempio alla Leali, si è riusciti a fare.

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