Uno stop ai super stipendi dei manager. Parte dalla Lombardia la raccolta firme

una immagine pubblicitaria di intesa san paoloBanchetti e gazebo della Cisl in tutta la Lombardia per chiedere una provvedimento che metta un tetto ai super stipendi dei manager. L’obiettivo sono 50mila firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare da presentare in Parlamento.

Questa mattina a Milano si è tenuta una conferenza stampa per il lancio della campagna nella nostra regione e per la presentazione dell’indagine condotta dalla Fiba Cisl Lombardia per documentare il problema all’origine dell’iniziativa.

All´amministratore delegato di Intesa San Paolo bastano tre giorni di lavoro per guadagnare un anno di stipendio di un dipendente di banca. A quello di Unipol ne occorrono cinque, mentre ne servono ben dodici al direttore generale della banca Popolare di Sondrio. Otto giorni è la media per gli amministratori delegati o direttori generali delle più grandi banche e assicurazioni italiane, che guadagnano 46 volte la retribuzione di una figura media. I presidenti si limitano a 26 volte.

“È inaccettabile – ha detto Gigi Petteni, Segretario generale della Cisl Lombardia – che in questa fase di crisi difficilissima i top manager di banche e assicurazioni abbiano stipendi da capogiro. La nostra proposta prevede un tetto per la retribuzione fissa di 294 mila euro, pari a quello dei manager pubblici, e un rapporto di uno a uno per il salario variabile, come da indicazioni europee”.

Le remunerazioni del 2012 per i top manager – evidenzia la ricerca della Federazione Cisl dei lavoratori del credito – hanno avuto delle riduzioni negli importi variabili, ma sono state comunque pagate nonostante i risultati economici modesti o addirittura negativi. Porre un tetto ai super stipendi è un’indicazione che ci arriva anche dall’Europa: Inghilterra, Svizzera, hanno già preso iniziative di questo tipo. E’ tempo che avvenga anche in Italia.

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