Recupero, riutilizzo e responsabilità. Solo così riparte l’edilizia

La crisi nel settore delle costruzioni ha bruciato in Lombardia oltre 65mila posti di lavoro. Lo hanno denunciato i lavoratori lombardi dell’edilizia che questa mattina hanno manifestato a Milano, davanti alla Regione, nell’ambito della manifestazione che Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil hanno organizzato a livello nazionale.

Il mondo dell’edilizia – che comprende costruzioni, cemento, legno, manufatti e lapidei – in Lombardia è stato quello che ha più pagato in termini occupazionali e sociali, con un indebolimento complessivo di un sistema delle imprese già fortemente destrutturato, un drastico calo dei consumi, i vincoli del patto di stabilità, le note difficoltà di accesso al credito, un diffuso aumento dell’illegalità e dell’irregolarità del lavoro, delle infiltrazioni criminali, della corruzione pubblica e privata e dell’evasione fiscale.

Si è passati dall’inizio della crisi (2008) dai circa 185.000 lavoratori ai circa 120.000 di oggi, con l’indotto che ha visto ridursi i propri dipendenti di circa 90.000 unità, senza disporre degli ammortizzatori sociali di cui usufruiscono gli altri settori dell’industria.

Recupero, riutilizzo e responsabilità – ha detto Battista Villa, Segretario regionale della Filca Cisl – devono essere le tre parole d’ordine per far ripartire le costruzioni: recupero energetico degli edifici, a partire da quello pubblici; riutilizzo dei distretti con nuova attenzione al manifatturiero; responsabilità come rendicontazione sociale delle casse edili a fare da apripista per il credito nel settore, con un fondo straordinario di investimento per l’occupazione, come già accade nel Regno Unito e in altre regioni d’Europa. Accanto a questo nuovo strumento chiediamo maggiore attenzione alla politica e alle istituzioni con la tracciabilità e la congruità fiscale e legale delle imprese, a tutela del settore e del lavoro, il pagamento dei crediti pubblici alle imprese più produttive, il completamento del quadro generale delle grandi opere infrastrutturali”.

Nel corso della manifestazione una delegazione sindacale ha incontrato il presidente del consiglio regionale, Andrea Gibelli, e ha ottenuto l’impegno all’apertura di un tavolo di confronto sulla crisi del settore.

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