In Cassazione la proposta di legge Cisl: un tetto agli stipendi dei manager

manager_denaroUn tetto agli stipendi dei top manager di tutte le società di capitali italiane a 588 mila euro l’anno, è questo il centro della proposta di legge di iniziativa popolare che la Cisl ha depositato oggi in Cassazione. Tra i primi firmatari, oltre al segretario generale Raffaele Bonanni, il neo-segretario generale della Fiba, Giulio Romani, e il suo predecessore, Giuseppe Gallo, anche Gigi Petteni, segretario generale della Cisl Lombardia.

EQUIPARAZIONE – La legge di fatto equipara i dirigenti privati a quelli pubblici secondo la norma del decreto salva-Italia che prevedeva per questi emolumenti massimi di 294 mila euro, a cui si sommano, nel rapporto massimo di uno a uno, eventuali bonus, ma sempre correlati alle dimensioni dell’azienda e ai risultati. Stop quindi a premi d’ingaggio o buonuscite dorate anche in presenza di risultati disastrosi, come visto più volte negli ultimi anni.

SEI MESI D TEMPO PER RACCOGLIERE 50.000 FIRME – Per evitare questa situazione il compito di approvare gli stipendi del top management sarà sempre dell’assemblea dei soci e non più del solo consiglio di amministrazione. La proposta sarà pubblicata in Gazzetta ufficiale e la Cisl ha sei mesi di tempo per raccogliere le 50 mila firme necessarie a presentarla in Parlamento.

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