Redento, uno degli scampati alla bomba

28 maggio 2013 - Da destra Franco Castrezzati, Enzo TorriRedento Peroni è uno di quelli che sono scampati alla bomba del 28 maggio 1974. Lavorava alla Asm ed era delegato sindacale della Cisl; oggi è componente del direttivo provinciale dei Pensionati Cisl e si adopera anche con l’Associazione familiari delle vittime di Piazza Loggia . Redento si è salvato perché due delle vittime dello scoppio, Euplo Natali e Bartolomeo Talenti, gli fecero da scudo. Questa mattina, raccontando la sua storia dal piccolo palco allestito accanto alla stele che ricorda i nomi delle otto vittime della strage, Redento si è profondamente commosso.

Le gravi ferite di 39 anni fa sono state superate, ma la ferita più grande, quella della mancanza di una verità anche giudiziaria sulla strage è sempre aperta.

Eppure le sue parole – seguite a quelle di Sofia Pellizzari, presidente della Consulta provinciale degli studenti – sono state di incoraggiamento: “Se l’intento di quei vili – ha detto riferendosi ai terroristi – era di soffocare la partecipazione infondendo paura nella popolazione, l’obiettivo non è stato raggiunto”.

I valori che il 28 maggio 1974 riempirono la piazza – libertà e democrazia, dialogo e partecipazione – hanno però bisogno di impegno e testimonianza costanti. Vanno vissute, le une e le altre, come baluardo contro ogni tentativo di sopruso. “Siate sempre determinati e coraggiosi – ha sottolineato infine Redento rivolgendosi in modo particolare ai giovani – ma mai violenti”. Con lui sul palco c’era anche quest’anno Franco Castrezzati, nel 1974 leader dei metalmeccanici della Cisl, tragicamente interrotto nel suo comizio dallo scoppio della bomba.

Il testo integrale dell’intervento di Redento Peroni

Etichette: , , , ,