Confindustria: produzione e lavoro al primo posto. Bonanni: impegni comuni

“Vogliamo un summit vero sull’economia. Stiamo facendo un lavoro silenzioso e costante, discreto e concordato ma, senza ricostruire i fondamenti dell’economia non si va da nessuna parte”. Lo ha detto il leader della Cisl Raffaele Bonanni a margine dell’assemblea generale di Confindustria, aggiungendo di avere “fiducia che il governo possa con i sindacati e le imprese stabilire una strategia, Serve coraggio! Occorre concordare con responsabilità il da farsi perché il nostro paese ancora non è entrato nell’ottica che il futuro si costruisce attraverso la cura dei fondamentali dell’economia”.

LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA – Nel corso della relazione che ha aperto l’assemblea di Confindustria, il presidente Squinzi ha lanciato un preoccupato allarme: per ritornare al Nord trainante serve un ambiente in cui l’impresa possa crescere senza ostacoli e competere ad armi pari coi concorrenti. Ciò che manca è il tempo, bruciato nelle parole spese vanamente, perché il Nord è sull’orlo di un baratro economico che trascinerebbe “tutto il nostro Paese indietro di mezzo secolo, escludendolo dal contesto europeo che conta. Squinzi ha puntato il dito sul sistema fiscale che “scoraggia gli investimenti e la crescita”.

LA RISORSA PIU’ IMPORTANTE – Per il presidente di Confindustria l’obiettivo deve ora essere uno solo: tornare a crescere: “Per tornare a produrre più benessere l’Italia – ha aggiunto – deve fare leva sulla sua risorsa più importante: la vocazione industriale in tutte le sue declinazioni, il manifatturiero come  motore del nostro sistema”.

LE COSE DA FARE SECONDO CONFINDUSTRIA – La ricetta di Confindustria: “Ridurre il cuneo fiscale, al 53% nel 2012, eliminando il costo del lavoro dalla base imponibile Irap e tagliando di almeno 11 punti gli oneri sociali che gravano sulle imprese manifatturiere”. Il mercato del lavoro è “troppo vischioso e inefficiente. Occorre garantire più flessibilità in ingresso e nell’età di pensionamento, per favorire il ricambio generazionale. Gli aggiustamenti marginali sono inutili, in qualche caso dannosi. Più della metà di quello che le imprese pagano ai lavoratori va nelle casse dello Stato. Abbiamo apprezzato l’impegno che il Governo ha assunto con il decreto Imu e chiediamo un fisco a supporto di chi crea ricchezza e la distribuisce, trasparente e rispettoso dei diritti dei cittadini e delle imprese. Questo ce lo aspettiamo e il paese lo merita”.

SE MANCA IL LAVORO – La mancanza del lavoro è comunque la madre di ogni male sociale, ha sottolineato il presidente di Confindustria, “va affrontata in maniera strutturale e con equilibrio, intervenendo sul costo, sulla produttività e sulle regole”.  Rivolgendosi al Governo, Squinzi ha aggiunto: “Ci aspetta un grande impegno comune: fare una nuova Italia, europea, moderna aperta. Le riforme non sono più rinviabili a partire dalla legge elettorale. Se questo sarà il governo della crescita noi lo sosterremo con tutte le nostre forze”. (conquistedellavoro.it)

Etichette: , ,