La Flaei sul caso Rossetti-Amsa: hanno vinto le logiche di potere

amsa milanoSarà Emilia Rio la nuova presidente di Amsa, l’azienda milanese che gestisce i servizi ambientali del capoluogo regionale. Si tratta di un repentino ripensamento di A2A che alla guida di Amsa aveva inizialmente indicato il bresciano Paolo Rossetti, nomina contestata con forza dal Sindaco di Milano Giuliano Pisapia secondo il quale “chi guida Amsa deve essere una persona che conosca a fondo la realtà di Milano e dell’area metropolitana”. Sulla vicenda interviene oggi con una lettera la direttore pubblicata da Bresciaoggi, la Flaei Cisl di Brescia.

Egregio direttore,

sono bastati tre giorni affinchè l´annunciata nomina del bresciano ing. Rossetti a Presidente dell´Amsa, società del gruppo A2A che si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti per la città di Milano, fosse stroncata addirittura in prima persona dal sindaco di quella città, che ha accusato Rossetti di non essere milanese.

Da molto tempo sentiamo ripetere da vari osservatori ed analisti politici ed economici (ed anche noi ne abbiamo contestato gli effetti negativi) che la cosidetta fusione di Asm e Aem ha prodotto squilibri a favore della parte milanese. A queste osservazioni seguono sempre repliche che tacciano di provincialismo, di incapacità di gestire industrialmente un´azienda di livello internazionale, di attaccamento alle poltrone, di spartizioni politiche. Accuse provenienti da chi oggi si straccia le vesti per la nomina di un bresciano!

A quanto pare quel provincialismo di cui i bresciani sono stati accusati pervade invece Milano, al punto di non voler vedere i livelli di efficienza raggiunti da Brescia, anche nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Emerge così in tutta chiarezza la presenza di due modelli di riferimento non solo diversi ma in contradditorio tra loro, per cui viene sacrificata l´efficienza a favore di logiche di potere che non giovano, stante anche i dati economici, al bene dell´intero Gruppo A2A, agli azionisti e, sottolineiamo noi, ai lavoratori. Si sviliscono quindi le professionalità, si abbandona il territorio, si accentrano i livelli decisionali e non si vogliono riconoscere le capacità organizzative, i risultati, le innovazioni ed i primati raggiunti nel tempo da Brescia. Guarda caso anche col merito di qualcuno che non era nato a Brescia.

Angelo Guerrini
Segreteria Flaei Cisl Brescia

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