Richiedei, la Regione prende tempo ma la situazione precipita

richiedeiUna riunione, purtroppo, senza risposte concrete”. Così Franco Berardi, Segretario generale della Cisl Funzione Pubblica, dà conto in una battuta dell’incontro in Prefettura sulle difficoltà della Fondazione Richiedei a cui fanno capo 430 dipendenti nelle strutture socio sanitarie di Gussago e di Palazzolo. All’ordine del giorno della riunione la ricerca di soluzioni – che passano necessariamente dalla Regione Lombardia – per evitare il fallimento dell’azienda sanitaria [scrivendo nella casella di ricerca in alto a destra la parola Richiedei è possibile scorrere la successione cronologica delle notizie sulla crisi della Fondazione e sugli sforzi compiuti fino ad oggi, anche con il concorso determinante del sindacato, per il risanamento economico dell’azienda].

Attorno al tavolo in Prefettura sedevano l´Assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato Maria Cristina Cantù, il presidente della Fondazione Richiedei Fausto Gardoni, il direttore dell´Asl di Brescia Carmelo Scarcella, il commissario degli Spedali Civili Ezio Belleri, i rappresentanti dell´Azienda Ospedaliera Mellin Mellini, i Sindaci di Gussago, Bruno Marchina, e di Palazzolo, Gabriele Zanni, i rappresentanti sindacali di Cgil Cisl Uil. Erano inoltre presenti il senatore Raffaele Volpi e i consiglieri regionali Gian Antonio Girelli e Fabio Rolfi.

Berardi, perché si è trattato di un incontro insoddisfacente?
L´assessore regionale ha parlato solo di incrementi legati a voucher, quando la condizione per il salvataggio della Fondazione Richiedei è l’incremento delle attività con più posti letto, l’adeguamento delle tariffe e l’aumento dei budget regionali. L’assenza poi dell’Assessore regionale alla Salute Mario Mantovani lascia molte ombre sulle decisioni da prendere circa la prosecuzione di questo progetto industriale di risanamento a cui le organizzazioni sindacali hanno creduto. I lavoratori hanno già dato il loro contributo economico importante riducendo la produttività per un importo complessivo pari a 500.000 € mentre non tutti gli altri attori del progetto di risanamento stanno concedendo la stessa fiducia alla struttura.

La situazione economico-finanziaria è veramente così drammatica?
Dal 2004 ad oggi la Fondazione ha accumulato un deficit di 23 milioni di euro. La sua è dunque una crisi che viene da molto lontano e qualsiasi intervento di riequilibrio dei conti ha bisogno di tempo, di buona gestione e di assicurazioni che dipendono anche da fattori esterni alla Fondazione. Lo sforzo di risanamento degli ultimi anni ha ridotto strutturalmente le perdite a 2,5 milioni di euro l´anno mentre altri 2 milioni sono stati tagliati con interventi straordinari.

Ciò nonostante il rischio è quello che a giugno non ci siano più soldi per mandare avanti le strutture, e dunque neanche per pagare gli stipendi ai 430 dipendenti della Fondazione?
E’ un rischio vero. E le mancate risposte dell’Assessore regionale ci preoccupano, come ci preoccupa averle sentito dire che la Richiedei deve stare autonomamente sul mercato.

Speranze al lumicino?
L’unica, importante nota positiva è l’annuncio che in tempi molto brevi la Regione convocherà un tavolo tecnico ristretto per entrare nei dettagli dei problemi della Fondazione Richiedei. Se sarà davvero una buona notizia lo capiremo anche dai tempi di convocazione.

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