Parole d’ordine? Lavoro, lavoro, lavoro

Crescita, legalità, sicurezza, giovani. Tante le parole del Primo Maggio vissuto oggi a Brescia. Ma una su tutte ha fatto sintesi dello stato d’animo dei tanti che hanno dato vita al corteo e alla manifestazione: lavoro e occupazione.

 

 

 

 

PAROLE D’ORDINE? LAVORO, LAVORO, LAVORO
Un giornalista chiede al Segretario provinciale della Cisl quali sono le parole d’ordine di questo Primo Maggio a Brescia. “Una sola: lavoro! – risponde Enzo Torri – Semplicemente lavoro, lavoro e ancora lavoro, con un impegno concreto soprattutto per l’occupazione dei giovani”. In che modo? incalza il cronista. “Dal punto di vista sindacale – e l’accordo sulla rappresentanza siglato ieri a Roma tra Cgil Cisl e Uil va in questa direzione – mettendo in campo un’azione forte su obiettivi unitari, e poi proponendo alle nostre controparti una alleanza per il lavoro e l’impresa, chiedendo agli imprenditori quegli investimenti senza i quali non ci sarà nuova occupazione. Dalla raggiunta stabilità politica, sperando che sia davvero così, dovrebbero invece arrivare scelte a sostegno della crescita e dello sviluppo, che passano dal rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e da una riforma urgente del fisco che dia respiro alle famiglie”.

IN CORTEO
Ad aprire il corteo del Primo Maggio di Cgil Cisl Uil il tradizionale striscione sindacale e subito dopo quello della “Bangladesh Association” sorretto da alcuni lavoratori di quel paese, per ricordare gli oltre 380 lavoratori morti nel crollo di una fabbrica tessile a Dacca.
Dietro gli striscioni ci sono i leader sindacali bresciani – Damiano Galletti della Cgil, Enzo Torri della Cisl e Daniele Bailo della Uil – che sfilano accanto al relatore ufficiale della manifestazione, Paolo Carcassi della Segreteria nazionale della Uil. C’è anche il Segretario regionale della Cisl, Gigi Petteni.

DAL PALCO
Gli interventi programmati sono quelli di Luca Di Natale della Filcams Cgil e Florenc Mollaj della Filca Cisl.
Di Natale critica la riforma del mercato del lavoro del Governo Monti, la mancanza di equità dei suoi provvedimenti e di politiche per la crescita.
Florenc Mollaj, origini albanesi e oggi operatore della categoria degli edili della Cisl, ricorda che per chi lavora nel mondo delle costruzioni non è il solito primo maggio. E’ infatti drammatico il confronto dei numeri tra il 2008 e il 2012: le imprese edili sono passate da 3.990 a 2.587; i lavoratori del settore da 20.178 a 12.145 (nel solo 2012 sono stati 1.613 i posti di lavoro persi); le ore di cassa integrazione sono passate da 423mila a più di 1milione e 400mila. In edilizia i primi a perdere il lavoro sono stati e sono i lavoratori stranieri, ricorda l’operatore sindacale della Filca Cisl, e la crisi economica è diventata sociale, impoverendo tutti. Una situazione grave in cui l’illegalità e la malavita organizzata cercano di infiltrarsi e contro le quali non bisogna mai abbassare la guardia, anche perché illegalità e lavoro nero significano sfruttamento e rischi per la sicurezza dei lavoratori. Florenc ricorda le vittime sul lavoro e dalla piazza del Primo Maggio manda un saluto alle famiglie dei troppi morti che ancora si contano nei cantieri e nei più diversi luoghi di lavoro. Tocca a noi scegliere se vogliamo andare verso il progresso o il declino, conclude il sindacalista della Cisl, e questo dipenderà anche dalle risposte che sapremo dare al problema della disoccupazione giovanile.

INTERROMPERE LA SPIRALE RECESSIVA
Conclude la manifestazione l’intervento di Paolo Carcassi della Segreteria nazionale Uil: “Siamo qui oggi in modo unitario, con una piattaforma comune perché il lavoro diventi elemento fondamentale della politica di governo, per chiedere che si faccia ogni sforzo per uscire dalla spirale di recessione che sta ammazzando la nostra economia. Abbiamo bisogno di politiche anti-cicliche, di ridurre i costi della politica, di rilanciare la produzione e ridurre l’Imu Dobbiamo tornare a crescere ed è questo è il motivo della piattaforma comune che è stata approvata da Cgil Cisl Uil”.

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