La contrattazione aziendale è il patto tra sindacato e impresa in difesa del lavoro

Sono soprattutto accordi in difesa del lavoro, ma ci sono anche intese sul salario, orari e welfare. La Cisl di Brescia ha presentato questa mattina in una conferenza stampa [guarda il servizio di Brescia Punto Tv] i risultati della contrattazione aziendale nel territorio provinciale, una mappa molto concreta di ciò che è possibile fare anche in tempi così difficili per l’economia come quelli che stiamo attraversando.

Per la Cisl, infatti, la difesa dei posti di lavoro passa dalla contrattazione, da un patto vincolante tra impresa e sindacato. Ne sono prova gli accordi come quelli per i lavoratori della Caffaro e dell’ex cotonificio Ferrari, cosi come la rinuncia della contrattazione ha il suo paradigma nella chiusura della Cacciamali di Mairano e nella vicenda della Mac di Brescia.

Bisogna partire dalla consapevolezza della crisi e dalla sua gravità – ha detto il Segretario provinciale della Cisl Enzo Torri – e fare dell’occupazione l’assoluta priorità. All’incertezza di migliaia di lavoratori e famiglie che hanno il problema di come arrivare a fine mese non si può rispondere proclamando il diritto al lavoro, ma impegnandosi ogni giorno, in ogni situazione, per salvare i posti di lavoro, contrattando flessibilità e solidarietà salariale perché le aziende rimangano sul territorio e garantiscano una prospettiva occupazionale. Una visione ben diversa da chi nel movimento sindacale bresciano pensa che la risposta alla crisi passi dallo sciopero”.

Entrano nel merito della contrattazione in difesa del lavoro che si è realizzata a Brescia, il Segretario della Cisl ha sottolineato che l’aspetto economico degli accordi aziendali è sempre più legato all’efficienza e alla qualità; quello degli orari si concentra sul binomio flessibilità-conciliazione; sul welfare gli accordi ottengono un ampliamento delle coperture previste dai contratti nazionali ma inseriscono anche elementi del tutto nuovi (dai contributi per il diritto allo studio dei figli dei dipendenti fino ad interventi di sostegno alla spesa familiare di prima necessità).

In questa fase della crisi in cui anche la rete degli ammortizzatori sociali è sotto stress – ha concluso Torri – sindacato e lavoratori possono anche rinunciare a qualcosa per salvaguardare i posti di lavoro e partecipare al processo di riorganizzazione delle aziende”.

 

Leggi il resoconto della confereza stampa pubblicato da  QUI BRESCIA

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