Lanfranchi, welfare aziendale che fa scuola

“La Nuvola del Lavoro” è un blog di Dario Di Vico, giornalista del Corriere della Sera, rivolto ai giovani e ai temi dell’occupazione. Nei giorni scorsi ha pubblicato un intervento sulla Lanfranchi di Palazzolo: il racconto di un successo in cui il dialogo costante tra impresa e sindacato – la Fim Cisl – ha avuto ed ha un ruolo importante

 

Il welfare della Lanfranchi, un caso-scuola
di Chiara Petrillo

Com’è possibile che un’azienda dell’industria meccano-tessile collocata in un territorio come quello di Brescia che subisce una crisi profonda, in un periodo in cui la cassa integrazione regna sovrana non solo sia in crescita ma attui misure volte a migliorare la vita dei propri dipendenti?

Alla domanda risponde Gaetano Lanfranchi, datore di lavoro e responsabile delle risorse umane: “Il segreto di questa impresa di 295 lavoratrici e lavoratori (le donne sono la maggioranza) risiede nella gestione attenta di ogni aspetto della vita d’impresa, dal prodotto alla persona che lavora – sottolinea – . Punto di partenza per lo sviluppo del sistema di welfare in Lanfranchi è la cultura di tradizione familiare che, unita ad un sistema di relazioni di tipo collaborativo con il sindacato, ha contribuito a creare un ambiente buono dove lavorare”. La ditta Giovanni Lanfranchi S.p.A., ampiamente conosciuta per il suo marchio “Lampo”, è una realtà presente sul mercato dal 1887. Originariamente produttrice di bottoni, dal dopoguerra diventa leader nella produzione di lampo per abbigliamento collocandosi nella fascia di mercato dell’alta qualità.

Organizzata in quattro sedi operative, attrezzate per svolgere direttamente l’intero ciclo produttivo, l’azienda gode di ottima salute ed è in continua crescita, andando controcorrente rispetto a quanto accade alle concorrenti del settore nell’attuale situazione economica.
La sede di Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia, offre oggi ai dipendenti una selezione di benefit mirati. Dal punto di vista dei benefit – che sono estesi a tutti i dipendenti – alcuni sono stati inclusi nella contrattazione di secondo livello, mentre altri rimangono di iniziativa aziendale.

In entrambi i casi, come conferma il management, il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nello studio dell’offerta di welfare è decisivo e continuativo. L’ultima novità, introdotta dal contratto aziendale sottoscritto lo scorso 22 febbraio risiede in quella che le parti chiamano “welfarizzazione del Premio di Risultato”. Ovvero la possibilità per il lavoratore di scegliere tra la percezione classica monetaria del Pdr (variabile) oppure la convertibilità del valore monetario in benefit di welfare: borse di studio a tutti i livelli di istruzione, rimborso rette per asili nido per lavoratori e parenti a carico e colonie climatiche. La scelta di questa seconda opzione consente ai lavoratori una maggiorazione del 10% sull’importo.

Con il 2013 è stato corrisposto ai lavoratori un “Carrello della spesa” del valore di 240 euro (cifra paragonabile a quelle corrisposte da aziende multinazionali dello spessore di Tetrapak). Questa misura avvantaggia i lavoratori dipendenti dell’azienda ma contribuisce all’incremento dell’economia del territorio attraverso un accordo con lo Zerbimark, supermercato locale.

Laura Valgiovio, Segretario generale della Fim Cisl bresciana ci spiega che: ”il raggiungimento di questi obiettivi è fonte di orgoglio per il sindacato” e non dimentica di sottolineare che “è mancata la partecipazione dell’altra organizzazione: la Fiom Cgil che si è immediatamente tirata fuori dalla trattativa”.

La Lanfranchi è la dimostrazione che il dialogo continuo con i lavoratori possa costituire elemento di vantaggio in termini competitivi trasformando situazioni che possono essere percepite come punti di debolezza (grande stagionalità e rischi di settore) in punti di forza (flessibilità, premio di produzione, conciliazione e welfare).

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