La vertenza Mac finisce nel peggiore dei modi

Nessun accordo. Da domani potrebbero partire le lettere di licenziamento. Il muro contro muro alzato dai metalmeccanici della Cgil rispetto alla decisione della Mac di abbandonare la produzione a Brescia lascia senza tutela e senza ammortizzatori sociali ottantaquattro lavoratori.

L’ultima opportunità di composizione della vertenza è stata consumata nella sede cittadina della Regione Lombardia.

Era inevitabile che finisse così? “No, assolutamente no – risponde Laura Valgiovio, Segretario generale dei meccanici della Cisl – Nei mesi scorsi avevamo proposto un percorso alternativo alla mobilità che prevedeva l’utilizzo della cassa integrazione per oltre due anni, nonché una serie di politiche per favorire il ricollocamento dei lavoratori. La nostra proposta non è stata condivisa ed oggi agli ottantaquattro lavoratori della Mac non resta niente. E questo è davvero drammatico».

“La Fiom Cgil – aggiunge la leader della Fim Cisl bresciana – ha continuato a chiedere l’attuazione di un presunto accordo del 1999 che impegnava l’Iveco rispetto ai destini della Mac. Ammesso e non concesso che quell’accordo esista, in dodici anni il mondo industriale ha subito tali e tanti cambiamenti che un sindacato non può fingere di ignorare. Federal Mogul, Cacciamali e adesso Mac sono vertenze che dimostrano il fallimento della politica sindacale della Fiom, prigioniera degli schemi del passato”.

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