Che intenzioni avete sulla scuola? I sindacati interrogano la politica

SCUOLA La scuola convoca la politica [scarica il volantino]. In vista delle scadenze elettorali, i sindacati della scuola hanno deciso di promuovere un confronto pubblico con i candidati bresciani al Parlamento per conoscere e far conoscere le loro intenzioni rispetto al mondo dell’istruzione, della formazione e della ricerca. Avrà luogo a Brescia mercoledì 13 febbraio 2013, alle ore 20.30, nell’aula magna del Liceo Leonardo.

Dal 2009 al 2011 sono intervenute leggi e decreti che hanno bloccato il processo di delegificazione ad opera dei contratti collettivi, riducendo gli ambiti riservati alla contrattazione collettiva. “Si è così modificato – scrivono i Segretari generali di Cisl Scuola (Luisa Treccani ed Elisabetta Possesso),Flc Cgil (Pierpaolo Begni), Uil Scuola (Daniele Bailo), Snals (Mario Soldato) e Gilda (Gregorio Musmeci) nella lettera inviata a tutti i candidati – il rapporto di lavoro nel pubblico impiego, nella sua natura e nella sua struttura: infatti, il rapporto di lavoro pubblico rimane contrattualizzato, ma, in presenza di una nuova ripartizione tra materie riservate alla legge statale e alla contrattazione collettiva e con la potestà attribuita al legislatore di modificare unilateralmente aspetti del rapporto di lavoro, la cosiddetta contrattualizzazione ha ormai lasciato il posto ad una sostanziale ripubblicizzazione, in chiave autoritativa, del lavoro pubblico, finalizzata a comprimere il più possibile gli interessi dei lavoratori pubblici”.

“L’appuntamento elettorale – concludono i sindacati bresciani della scuola – vede tutti i partiti impegnati a presentare i propri progetti verso gli elettori: come categorie impegnate per e nel mondo dell’istruzione, della formazione e della ricerca, vorremmo conoscere quali sono le intenzioni rispetto ai temi ad esse collegate. Consapevoli del delicatissimo momento storico, economico, sociale e politico che stiamo attraversando, è di fondamentale importanza non dimenticare tali settori, spesso considerati un capitolo di spesa e non un investimento”.

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