Con il sì dei lavoratori, al via la trattativa per mantenere a Dello la Hayes Lemmerz

logo_hayes-lemmerzLa scelta dei lavoratori della Hayes Lemmerz è il risultato di oltre un anno di verifiche sull’andamento dell’azienda e sulle sue prospettive future”. Stefano Olivari, componente della Segreteria della Fim Cisl di Brescia, interviene sui contenuti della trattativa oggetto del referendum svoltosi nell’unità produttiva di Dello.

Come commenta l’esito del referendum?
I lavoratori hanno scelto la linea sostenuta dalla Fim Cisl, quella di non lasciare intentato alcuno sforzo per salvare il lavoro e una importante presenza industriale per il territorio.

Qual è la realtà di questa azienda?
La Hayes Lemmerz fa parte del Gruppo Maxion Wheels, colosso del settore automotive. Nella sede produttiva di Dello sono occupati attualmente 360 dipendenti. Da oltre un anno la Direzione aveva comunicato alle rappresentanze sindacali la difficoltà a mantenere competitivo il sito bresciano e la necessità di attuare una riorganizzazione generale dei costi. Insieme alle nostre Rsu abbiamo presentato come Fim una piattaforma per il rinnovo del contratto aziendale;lo stesso ha fatto per conto proprio la Fiom.

Perchè percorsi separati?
Perchè le differenze tra Fim e Fiom non sono solo di contenuto, ma di visione, di filosofia d’insieme dell’agire sindacale oggi.

Cosa chiedevate nella piattaforma?
Sostanzialmente un nuovo premio di risultato legato all’andamento aziendale per dare una risposta retributiva ai lavoratori, mantenendo però come prioritaria la necessità di preservare i posti di lavoro, necessariamente legati alla stabilità economica dell’azienda stessa.

Qual è stata la risposta aziendale?
Fin dal primo incontro la Direzione ha ribadito l’intenzione di ridiscutere i premi di risultato precedentemente concessi, per la maggior parte fissi, erogati indipendentemente dall’andamento aziendale.

Per la crisi del settore auto?
Non solo, anche se a dicembre del 2012 la situazione dell’automotive a livello mondiale è crollata ulteriormente in termini di reddittività. L’azienda segnala una competitività crescente, e poi il fatto che i costi del sito italiano non sono più sostenibili nell’ambito di una multinazionale.

La prima reazione dei lavoratori?
Abbiamo portato il problema in assemblea, a più riprese. I lavoratori hanno però respinto come inaccettabile l’ipotesi di revisione dei premi in chiave variabile.

Per cui la trattativa si è fermata?
Sì, c’è stato un lungo stallo che l’azienda ha forzato nell’incontro del 21 gennaio presentando alle organizzazioni sindacali una sua bozza di accordo. Sostanzialmente la multinazionale ha dato mandato di agire all’azienda di Dello con l’obiettivo di mantenere i volumi produttivi per evitare il rischio di trasferimento dell’attività in Turchia o in Repubblica Ceca. Una svolta da chiudere, secondo l’azienda, entro il 31 gennaio perché nei primi giorni di febbraio l’amministratore delegato dalla multinazionale arriverà in Italia per decidere il futuro della fabbrica di Dello.

E’ a quel punto?
Come Fim, preso atto del rischio occupazionale, abbiamo subito ritenuto doveroso rivolgerci ai lavoratori. Abbiamo spiegato i nuovi termini della questione e chiesto il mandato, attraverso il voto, per contrattare e chiudere l’accordo.

Al referendum ha partecipato il 78,5% dei lavoratori e il 57% ha votato per la trattativa. Adesso?
Faremo esattamente quello che i lavoratori ci hanno chiesto: contrattare e trovare una soluzione ad una proposta aziendale che presenta numerosi limiti, tutti da migliorare. Il sindacato ha un ruolo se anche nelle situazioni più difficili è in grado di stare al tavolo della trattative elaborando proposte concrete e praticabili. Alla Hayes Lemmerz la Fim lavorerà per un accordo che dia garanzie occupazionali e per un premio di risultato raggiungibile. All’attuale andamento economico di mercato e alle nuove sfide che pone al mondo del lavoro non si può rispondere con le barricate ideologiche. Il sindacato è chiamato a dare risposte e la Fim questo fa.

La Fiom non è d’accordo e parla di referendum illegittimo.
Per la Fiom i referendum sono validi solo quando li indicono loro. E poi hanno un’interpretazione variabile del concetto di democrazia: quando vincono si è in presenza di un trionfo della democrazia, quando perdono tutto è illegittimo.

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