Disoccupazione ai massimi da vent’anni

lavoro_crisi_disoccupazioneRecord negativo, a novembre, per la disoccupazione giovanile in Italia. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è schizzato, a novembre, al 37,1% dal 36,5% di ottobre. Lo ha comunicato l’Istat spiegando che si tratta del dato più alto dal gennaio 2004 (inizio delle serie storiche mensili) e del record negativo assoluto mai registrato dal quarto trimestre del 1992 (inizio serie storiche trimestrali). A novembre sono in cerca di lavoro 641mila under 25. Il tasso di disoccupazione giovanile, risulta così in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,0 punti nel confronto tendenziale.

L’esercito dei disoccupati, a novembre, resta sostanzialmente stabile su base mensile a quota 2milioni 870mila (-2mila rispetto ad ottobre). Su base annua, invece, la disoccupazione è cresciuta del 21,4%: sono oltre mezzo milione (507mila unità) i disoccupati in più rispetto a novembre 2011. La lieve diminuzione della disoccupazione, su base mensile, ha riguardato la sola componente femminile.
Di contro, il tasso d’occupazione maschile a novembre scende al 66,3%, si tratta del livello più basso sia dall’inizio delle serie storiche mensili, ovvero da gennaio 2004, sia dall’avvio delle trimestrali, cominciate nel quarto trimestre del 1992.

Il quadro del mercato del lavoro, così fotografato, preoccupa la Cisl, che in una nota sottolinea come soprattutto il dato sul calo dell’occupazione maschile stia ad indicare che la caduta di occupazione riguarda sempre più il nucleo tendenzialmente più stabile del mercato del lavoro. Quanto all’occupazione giovanile, la Cisl rileva in particolare l’impatto negativo della crisi e delle riforme pensionistiche su questo settore del mercato del lavoro.

Alla luce di questi dati – chiede la Cisl – il lavoro deve essere il primo punto di qualsiasi programma elettorale, impegnando tutte le forze politiche a coniugare il necessario risanamento economico con misure di inclusione lavorativa e sociale, valorizzando “soprattutto gli strumenti che incrementano l’occupazione dei giovani e di coloro che sono stati espulsi dal mercato, come l’apprendistato nelle sue diverse tipologie per l’inserimento lavorativo dei giovani e dei lavoratori in mobilità, ed un nuovo contratto intergenerazionale che preveda il part-time in uscita per i lavoratori anziani con contestuale assunzioni di giovani.

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