Poste, ancora problemi. Preoccupazioni per il taglio dei portalettere

portalettereIl Sindacato dei lavoratori postali della Cisl l’allarme l’aveva lanciato proprio dal nostro sito – ripreso poi sui quotidiani locali, dalle televisioni e da altri portali news bresciani – fin da giugno: dopo la chiusura degli uffici postali potrebbe essere ridotto anche il numero dei portalettere.

A sei mesi di distanza, il continuo calo della corrispondenza e della pubblicità rende quell’allarme purtroppo molto più concreto, con il rilancio di un piano di ridimensionamento delle zone di recapito; in altre parole: nel bresciano il numero dei portalettere potrebbe passare da 650 a 550.

Oggi a riprendere la questione è il Giornale di Brescia che in una pagina anche graficamente molto efficace cerca di fare il punto della situazione, sia per le zone di recapito che per il piano di riorganizzazione degli uffici. «Per quanto riguarda le 100 zone di recapito a rischio – ha dichiarato al Giornale di Brescia Giovanni Punzi, Segretario generale dei Postali Cisl – è vero che i carichi di lavoro sono calati, ma è altrettanto vero che un ambito come la consegna dei pacchi potrebbe tornare a creare lavoro, sfruttando il nuovo mercato del commercio con internet o il ruolo del corriere espresso. Altri ricollocamenti potrebbero riguardare la sportelleria, ampliabile con l’istituzione di nuovi servizi Bancoposta».

«Ci sono spazi di manovra per il riscatto aziendale – ha spiegato ancora il Segretario Slp Cisl – ma va introdotto un modo di ragionare meno orientato a ridurre la nostra presenza sul territorio e più a mantenere la storica leadership che ci siamo guadagnati in un secolo di lavoro. Vedo come un atteggiamento perdente quello di abbandonare le nostre posizioni per lasciare campo libero alla concorrenza, e questo sarà il tema principale della discussione dei prossimi mesi con Poste».

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