Il futuro occupazionale in Lombardia? Con il 50% di lavoratori tra 57 e 66 anni

Nel 2020 in Lombardia quasi la metà della forza lavoro, il 49,4%, avrà un’età compresa tra i 57 e i 66 anni; oggi questo segmento di lavoratori “anziani” è del 25,2%.

E’ l’effetto a lungo termine della riforma pensionistica Monti-Fornero, senza la quale il tasso di attività frutto di una crescita tendenziale sarebbe invece stato nettamente inferiore, pari al 33,6%.

 

AGGREDIRE IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE
E’ quanto emerge dalla ricerca illustrata oggi nel corso del dibattito “Il futuro del lavoro” promosso dalla Cisl Lombardia [leggi i dati]. I dati parlano chiaro: per evitare un aumento della disoccupazione sarà necessaria una crescita media annua dei posti di lavoro pari ad almeno l’1%. “Bisogna mettere in campo nuovi strumenti – ha sottolineato Gigi Petteni, segretario generale Cisl Lombardia – per dare risposte concrete a chi ha perso il posto, ma anche crearne di nuovi. Occorre aggredire il tasso di disoccupazione con interventi decisi [scarica il documento della Cisl], rilanciare l’apprendistato, uno strumento fondamentale per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Occorre diffonderlo, sostenerlo in tutti i modi perché esprima tutta la sua efficacia nel creare nuova occupazione”.

CRESCITA E FORZA LAVORO
Nei prossimi anni, infatti, l’aumento dell’offerta di lavoro continuerà e rappresenterà il carattere distintivo del mercato del lavoro lombardo. In particolare, le forze lavoro (15-66 anni) saranno pari a 4 milioni e 900mila persone, contro i 4.484.000 del 2011, ovvero pre-riforma Monti-Fornero. La crescita, in Lombardia, sarà determinata soprattutto da una maggiore presenza di forza lavoro straniera: 875mila contro 576mila (del 2011), pari al 17,8% del totale. Meno spiccato l’aumento dell’offerta di lavoro di nostri connazionali, che passeranno da 3.908.000 a 4.026.000. In particolare, nella fascia di età 15-56 anni si scenderà da 3.620.000 (2011) a 3.429.000 (2020), mentre si salirà da 288mila a 597mila nella fascia 57-66 anni.

L’USCITA DALLA CRISI E’ LONTANA
“Abbiamo davanti ancora quattro-cinque anni pesanti prima di uscire dalla crisi – ha sottolineato l’economista Carlo Dell’Aringa -. Occorrono interventi più consistenti, che non si limitino a politiche fiscali restrittive”. “La struttura produttiva dei vari settori industriali deve essere più sostenuta e indirizzata – ha aggiunto – altrimenti non si riuscirà a rilanciare la crescita e a creare nuova occupazione”. Al dibattito sono intervenuti anche Luciano Pero, docente di Sistemi organizzativi al Politecnico, Pierantonio Varesi, docente di Diritto del lavoro alla Cattolica di Piacenza, Nino Baseotto, segretario generale Cgil Lombardia, Nino Negro, segretario regionale Uil Lombardia. A questi ultimi, Petteni, concludendo il dibattito, ha lanciato l’invito a lavorare insieme per lanciare iniziative comuni e per spingere la politica a riportare al centro dell’agenda i temi dello sviluppo e del lavoro.

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