Servizi e lavoro pubblico, la riforma vera è quella della partecipazione

“Lavoro pubblico, Lavoro sociale. Servizi e bene comune”.Questo il titolo della manifestazione della Cisl tenuta ieri a Roma . All’iniziativa, promossa da Funzione pubblica, Scuola e Trasporti, dedica un ampio servizio conquistedellavoro.it

Bene comune e responsabilità

Ridare valore ai servizi pubblici come risposta ai bisogni della popolazione, valorizzare chi svolge questo lavoro anche e soprattutto attraverso una maggiore partecipazione, isolare e combattere le situazioni di mala gestione e malaffare, rilanciare con forza una nuova fase costituzionale del sistema federale con l’obiettivo finale di invertire il processo di degrado in atto e di dare un nuovo slancio alla miglior classe dirigente del paese attraverso una nuova assunzione di responsabilità atta al conseguimento del bene comune. Sono questi i temi principali su cui si è incentrata la manifestazione “Lavoro pubblico, lavoro sociale, servizi e bene comune” tenutasi presso il teatro Brancaccio di Roma alla presenza di circa duemila quadri e militanti Cisl e del segretario generale Raffaele Bonanni. Un evento che rilancia e approfondisce la visione e le proposte del sindacato di Via Po in un momento di crisi profonda a cui le classi dirigenti non sembrano avere altre risposte se non quelle dei tagli lineari.

LA CHIAVE E’ LA PARTECIPAZIONE
Una condizione che non può lasciare indifferente il sindacato che torna a rilanciare il suo impegno e le sue proposte per far fronte a quella che è oramai da considerarsi come una crisi sistemica alimentata da una politica “inefficace e miope” secondo le parole Giovanni Luciano, segretario generale della Fit Cisl, che ha dato lettura, in avvio dei lavori, a un documento congiunto elaborato insieme a Giovanni Faverin, segretario generale Fp Cisl, e Francesco Scrima, segretario generale Cisl scuola. La lotta agli sprechi, il recupero dell’efficienza e la reale riorganizzazione dei processi produttivi, si legge nel documento, “non possono essere imposti per legge ma si ottengono con il coinvolgimento, la partecipazione e la formazione dei dirigenti, professionisti e lavoratori”. La chiave è dunque la partecipazione, sottolinea Luciano, come luogo della coprogettazione delle scelte e della governance del sistema delle aziende, degli enti e delle istituzioni. Fra le priorità indicate dai tre segretari generali, la riforma strutturale del sistema della pubblica amministrazione, che rischia di restare indietro rispetto alla configurazione di un nuovo modello post-crisi, la valorizzazione dell’educazione, a cui sono stati sottratti 8 miliardi in un triennio, e il rinnovamento strutturale del sistema dei trasporti attraverso l’assunzione di parametri di tipo industriale e con un’allocazione delle risorse legate a parametri di qualità e di efficienza.

NO AGLI INTERESSI PARTICOLARI
C’è insomma una forte voglia di ripartire e rimettersi in gioco all’interno del sindacato, alimentata da quella responsabilità che, secondo Giuliano Amato, l’Italia e l’Europa hanno dimostrato di possedere in più di una circostanza. Una capacità di individuazione del bene comune, a scapito degli interessi particolari, che è stata però indebolita negli ultimi anni da una politica che ha esaltato i personalismi e gli interessi privati. Una deriva che ha portato ad una vera scollatura fra economia e società, secondo Mauro Magatti, che individua nello sfrenato individualismo una delle cause “culturali” della crisi. Non si tratta dunque di riparare una macchina rotta, secondo l’economista quanto piuttosto di innovare e ripartire con nuovi modelli condivisi e equi. Si tratta allora di risolvere problemi strutturali e non ciclici, secondo Luca Antonini, che individua l’Italia come luogo di “artifici contabili e policentrismo anarchico”. Da questo punto di vista, ha sostenuto Antonini, il federalismo, nato dalla bagarre politica piuttosto che da un percorso condiviso, non ha fatto altro che complicare le cose mentre si avverte sempre distintamente l’esigenza di una nuova fase di “revisione costituzionale”.

RIPARTIRE DALLA PASSIONE E DALLA PROFESSIONALITA’
Le conclusioni sono state affidate a Raffaele Bonanni che ha annunciato l’elaborazione di una proposta che intende concorrere ad aprire una nuova fase costituzionale: “Nonostante lo scoramento dobbiamo ripartire dalla passione e dalla professionalità dei dipendenti pubblici e dall’impegno dei cittadini che non sono più disposti a lasciar correre – ha concluso il leader della Cisl – ; dobbiamo allora invitare la miglior classe dirigente del Paese a uscire allo scoperto per combattere una battaglia di responsabilità”.

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