L’accordo sulla produttività e le infinite debolezze della firma che non c’è

“Potrà essere anche vero che la trattativa sulla produttività ha cambiato corso quando si è saldato un asse filogovernativo Passera-Bonanni, ma Camusso aveva puntato tutte le carte su una inedita «alleanza degli scettici» con la Confindustria di Giorgio Squinzi illudendosi che avrebbe retto fino alla fine. Non è stato così e la Cgil si è ritrovata sola con i suoi dubbi e le sue ansie”. Lo scrive questa mattina Dario Di Vico, una delle maggiori firme del Corriere della Sera, in una nota che il quotidiano intitola: “La Cgil e l’eterno vorrei ma non posso”. Sottotitolo: “Attorno alla decisione di firmare o meno l’intesa sulla produttività raggiunta dalle parti sociali con il governo la Cgil si è via via incartata”.

 

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