Solidarietà e concretezza nella posizione Fim Cisl sulla vertenza Mac

Solidarietà ai lavoratori della Mac e alle loro famiglie; preoccupazione che il blocco delle merci ai cancelli Iveco ricada pesantemente sui lavoratori. Dopo le dichiarazioni a caldo al termine del’incontro di ieri in Prefettura, la Fim Cisl di Brescia affida ad un comunicato ufficiale la sua posizione sulla vertenza.

Vista l´impossibilità di far entrare i camion con le merci necessarie alla produzione dell’Iveco, dal secondo turno di oggi la direzione della fabbrica ha deciso di mettere in libertà tutti i lavoratori. Si prevede che domani potranno lavorare solo i reparti finizione, collaudo e telai – 500 dipendenti sui 2000 in attività in questo periodo – ma che permanendo il blocco la fabbrica si svuoterà completamente come successo l´11 e il 12 ottobre scorsi.

La scelta confermata da parte di MAC di cessare la propria attività – si legge nel documento della Fim Cisl di Brescia – è per gli 84 lavoratori della fabbrica inaccettabile, poiché oltre a provocare un disagio sociale, disattende il piano industriale sottoscritto due anni fa che prevede il mantenimento sul nostro territorio delle attività produttive con l’occupazione di 30/35 lavoratori, confermato anche dalla disponibilità da parte di IVECO al mantenimento della commesse alla MAC in continuità con l’obiettivo”.

Quel piano ha ancora oggi per noi validità – continua il comunicato Fim Cisl – ed è incomprensibile la scelta che la direzione aziendale sta attuando sottraendosi alle proprie responsabilità. Abbiamo proposto l’utilizzo dei contratti di solidarietà come strumento di gestione dell’attuale situazione e per noi restano l’unica strada percorribile. Siamo convinti che anche con l’intervento di tutti i soggetti, a partire dalla politica, si possa trovare la giusta soluzione in tal senso. Nell’esprimere infine la nostra solidarietà ai lavoratori della MAC ed alle loro famiglie che subiscono questa scelta fatta in modo unilaterale dalla direzione, esprimiamo la nostra preoccupazione per le ripercussioni che questa vicenda sta avendo dentro il sito di IVECO, che sta già attraversando un periodo di forte rallentamento produttivo e che ancora una volta rischia di vedere ricadere sui lavoratori il prezzo più alto”.

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