Firmato l’accordo sulla produttività

Firmato l’accordo tra Governo e parti sociali sulla produttività. Lo hanno sottoscritto: Abi, Ania, Confindustria, Lega Cooperative, Rete imprese Italia, Cisl, Uil, Ugl; non lo ha firmato la Cgil. Si tratta – ha detto il Presidente del Consiglio – di un passo importante per il rilancio dell’economia, la tutela dei diritti dei lavoratori e il benessere sociale.

COSE MOLTO CONCRETE – Per il Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nell’accordo sulla produttività, a partire dalla valorizzazione della contrattazione di secondo livello, ci sono cose molto concrete e l’intesa porterà con se più salario e più occupazione.

RIDARE SLANCIO AL PAESE – Siamo riusciti a definire quello che serve per ridare slancio al Paese – ha commentato il Segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni – dando forza ai salari.

ACCORDO UTILE – Secondo il leader della Uil, Angeletti, l’accordo è utile per uscire dalla trappola nella quale il Paese è caduto dagli anni Novanta di bassa produttività e bassi salari, e dovrebbe essere d’aiuto per l’aumento delle retribuzioni.

PIU’LAVORO – Sulla stessa linea il numero uno dell’Ugl, Giovanni Centrella, per il quale l’intesa porterà più posti di lavoro e salari più alti.

NUOVA FASE – Il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha dichiarato che l’intesa – un elemento nuovo nelle relazioni industriali – apre ora una nuova fase di sviluppo e occupazione.

GIUSTA DIREZIONE – Giorgio Guerrini, per Rete imprese Italia, ha parlato di un buon accordo, mentre il presidente di Alleanza delle cooperative, Luigi Marino, ha parlato di piccolo passo nella giusta direzione.

SVENTURA – Per la Cgil l’accordo è invece deludente e determina una riduzione dei salari reali dei lavoratori.

Il Governo ha confermato che per il 2013 e 2014 sono disponibili 1,6 miliardi di euro per gli accordi di produttività, risorse che potranno essere aumentate fino a 2,1 miliardi per effetto degli emendamenti approvati alla Camera. “Il Governo ritiene che sussistano le condizioni per confermare l’impegno di risorse destinato alla riduzione del cuneo fiscale del salario di produttività – si legge nella nota ufficiale di Palazzo Chigi – e per procedere, nell’ambito della legislazione vigente e delle risorse disponibili, alla conseguente implementazione degli atti normativi necessari a definire i criteri di operatività dei meccanismi di defiscalizzazione necessari a sostenere in una logica di incentivazione della contrattazione di secondo livello, i salari e la produttività”.

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