La Cisl lancia l’allarme: tenuta sociale a rischio

“Il Ministro Fornero lo sappia, senza risorse certe per gli ammortizzatori sociali in deroga si rischia la tenuta sociale”. E’ l’allarme lanciato dal Segretario generale della Cisl Lombardia, Gigi Petteni, che al Governo chiede di ”garantire maggiori risorse a regioni fortemente manifatturiere come la Lombardia, rivedendo i criteri di ripartizione tra regioni e evitando di trattenere a Roma troppi stanziamenti”.

IL CONFRONTO IN REGIONE E LA RIFORMA FORNERO
L’appello della Cisl arriva nel mezzo del confronto con la Regione per definire l’accordo sull’utilizzo degli ammortizzatori in deroga per il 2013. Per la prima volta si tratta di delineare norme e tutele sulla base della riforma Fornero. “La crisi continua a colpire duramente il tessuto occupazionale della nostra Regione e il nostro obiettivo è dare un sostegno concreto anche nel 2013 a tutti i lavoratori oggi inseriti nella cassa in deroga – sottolinea Petteni -. Inoltre, dopo quattro anni di gestione, non tutte le aziende e i lavoratori hanno bisogno degli stessi strumenti e occorre essere innovativi e differenziare le risposte”.
Gli ammortizzatori in deroga sono stati in questi anni uno strumento utilissimo e straordinario. Solo nel 2012 hanno permesso di tutelare oltre 80mila lavoratori lombardi collocati in circa 1.200 imprese per lo più medie e piccole.

VISIONE E RESPONSABILITÀ
“Serve visione e responsabilità – continua Petteni – contro la miopia di chi pensa di tirare in lungo per due mesi, bruciando risorse senza risolvere nulla. Al governo chiediamo più attenzione e risorse per fronteggiare la crisi, alla Regione chiediamo soluzioni che non lascino nessuno nel 2013 senza reddito o tutele”.

IL CORAGGIO (CHE MANCA) DEGLI IMPRENDITORI
La Cisl sollecita un salto di qualità anche da parte degli imprenditori. “A Confindustria Lombardia e ai suoi imprenditori chiediamo di fare di più – afferma Petteni -. A questo punto non è più possibile limitarsi a chiedere ammortizzatori sociali: occorre gestire attivamente, e con coraggio, le crisi aziendali. Gli imprenditori lombardi dovrebbero imparare a usare formule diverse che non siano solo il ricorso alla cassa integrazione”

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