Alla Bonomi di Sarezzo c’è chi firma accordi illusori

La Fiom ha firmato oggi un accordo separato per il rinnovo del premio di risultato alla Idrosanitaria Bonomi di Sarezzo (66 dipendenti di cui 8 nella sede di Molinetto). “Un accordo che illude i lavoratori – afferma la Fim spiegando la sua mancata sottoscrizione – perché legato ad un parametro di qualità che l’azienda non è in grado di misurare”. Ma un altro elemento deve far riflettere: Fiom e azienda firmano oggi l’accordo sul premio e contestualmente viene comunicata l’apertura della procedura della cassa integrazione per tutti i dipendenti per un calo degli ordinativi: in pratica l’azienda scarica sulla collettività, con il beneplacito della Fiom, i costi potenziali di un accordo di produttività.

IL COMUNICATO STAMPA DELLA FIM CISL DI BRESCIA
La Fim esprime un giudizio negativo sull’accordo separato per il rinnovo del premio di produttività alla Idrosanitaria Bonomi di Sarezzo. La Fim non ha firmato perché l’accordo illude i lavoratori che ben difficilmente riceveranno quanto pattuito da Fiom e azienda.
Oltre al riconoscimento di un superminimo a regime pari a 35 euro mensili, infatti, il premio concordato ammonta a 1300 euro ed è legato ad un parametro di qualità che fino ad oggi l’azienda non è in grado di misurare ed ad un premio di produttività la cui definizione è rimandata a tempi indefiniti, mettendo così a rischio l’erogazione dello stesso.
Sottoscrivere un accordo in questo modo è dunque semplicemente illusorio.
Inoltre, al termine della discussione l’azienda ha comunicato l’apertura della procedura di cassa integrazione dal 26 novembre al 23 febbraio per la totalità dei dipendenti a causa di un calo di lavoro. Se da un lato dunque si risponde ad esigenze di salario fisso, dall’altro si scarica sulla collettività l’incremento dei costi subiti.

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