I Sindacati inquilini al Comune: sulle case popolari in affitto l’IMU deve essere al minimo

Con un lungo documento i Sindacati inquilini di Brescia – Sunia, Sicet, Uniat, Conia e Federcasa – prendono posizione sulla vicenda dell’Imposta Municipale Unica sulle case popolari in affitto. Una vicenda che di equivoco in equivoco, di contraddizione in contraddizione, potrebbe costringere l’Aler a cancellare tutte le manutenzioni del patrimonio di edilizia residenziale e creare le condizioni per una esplosione della domanda di assistenza pubblica.

Il Comune di Brescia si è messo alla testa di questo paradosso. Dimenticando forse di avere sottoscritto un Patto Regionale per la Casa in cui si concorda sulla necessità di porre particolare attenzione nell’applicazione dell’IMU sugli alloggi locati e sull’obiettivo di valorizzare il ruolo delle Aler, Palazzo Loggia ha deliberato di innalzare al 10,6 per mille l’aliquota IMU sulle case popolari in affitto: un’enormità rispetto al 3,8 per mille fissato dal Governo stabilendo che per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non appartenenti ai Comuni la quota dell’IMU di competenza erariale non dev’essere versata.

I Sindacati inquilini di Brescia chiedono al Comune di applicare per gli alloggi popolari l’aliquota minima dell’IMU, anche in considerazione del fatto che i maggiori introiti prefigurati da Palazzo Loggia potrebbero non essere sufficienti ad affrontare l’emergenza sociale derivante dagli sfratti per morosità conseguenti ad una tassazione sugli alloggi in affitto dell’Aler equiparata alle locazioni di mercato.

NO ALL’IMU SULLE CASE POPOLARI IN AFFITTO

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