Sperimentare un “contratto di generazione” per dare lavoro ai giovani

Trasformare il tempo pieno di un lavoratore ormai prossimo alla pensione in un part-time, assumendo però un giovane apprendista che lo affianchi in azienda. Si chiama “contratto di generazione” e lo propone la Cisl Lombardia per dare una scossa alla ripresa.

I dati del mercato del lavoro in Lombardia sono infatti tutt’altro che rassicuranti. Complessivamente, negli ultimi tre anni e mezzo in Lombardia sono stati 194.361 i lavoratori licenziati. Di questi, il 64,2% era occupato in aziende sotto i 15 dipendenti e quindi ha avuto solo 8 mesi di indennità di disoccupazione ordinaria. Sono 344mila i disoccupati ufficiali in Lombardia a metà 2012 (ben 106mila in più di 1 anno fa).

FAVORIRE L’OCCUPAZIONE GIOVANILE
L’emergenza nell’emergenza è rappresentata dalla disoccupazione giovanile. Ed è per rispondere concretamente al problema che la Cisl propone il contratto di generazione. “I lavoratori costretti a rimandare la pensione a causa della riforma potrebbero lavorare part-time, con un’integrazione contributiva e salariale adeguata – ha spiegato Gigi Petteni, Segretario generale della Cisl regionale – ed essere affiancati da giovani neoassunti con contratto di apprendistato. In questo modo si favorirebbe l’occupazione giovanile, valorizzando le competenze acquisite dai lavoratori più anziani. Non possiamo più limitarci a commentare i dati sugli effetti devastanti della crisi – ha detto ancora Petteni – bisogna agire concretamente e in modo incisivo, anche con modalità innovative. E noi siamo pronti”.

La proposta è stata presentata questa mattina a Milano nel corso di un convegno promosso dalla Cisl Lombardia sulla riforma del mercato del lavoro.

LA DISPONIBILITA’ DELL’ASSESSORE REGIONALE AL LAVORO
“Quella del contratto di generazione – ha detto l’assessore Regionale al Lavoro Gianni Rossoni intervenendo ai lavorio della mattinata – è un’opportunità da cogliere, assolutamente interessante. Bisogna valutare come risolvere il problema contributivo, per evitare che una volta in pensione i lavoratori siano penalizzati. Ma se non si riuscisse a utilizzare il fondo welfare to work per le Regioni, potremo utilizzare risorse nostre”.
L’assessore lombardo ha poi annunciato l’intenzione di introdurre la figura del “facilitatore”, per agevolare le aziende che vogliano assumere giovani apprendisti ma sono fermate dalle procedure burocratiche e dall’obbligo formativo.

CHIESTO ANCHE UN IMPEGNO SUGLI AMMORTIZZATORI IN DEROGA
La Cisl Lombardia ha sollecitato anche chiarezza e impegno sugli ammortizzatori sociali in deroga che scadono a fine anno e ha ribadito la necessità di interventi più incisivi per ricollocare con strumenti certi chi perde o sta perdendo il posto di lavoro.

PRODUTTIVITA’ IN CAMBIO DELLA DETASSAZIONE DI SALARI E INVESTIMENTI
A conclusione del dibattito è intervenuto Giorgio Santini, Segretario generale aggiunto Cisl, che ha fatto il punto sul confronto in corso col Governo. “La contrattazione di secondo livello può e deve diventare uno strumento a sostegno della crescita e della produttività – ha sottolineato -. In cambio di questo, però, il Governo deve dare un contributo sostanziale, detassando i salari di produttività e gli investimenti delle aziende”.

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