Gli sportelli della Cisl per le domande di regolarizzazione dei lavoratori immigrati

Sono operativi da questa mattina i sei punti di informazione, consulenza e assistenza – in città e in provincia – predisposti dalla Cisl per le pratiche di regolarizzazione dei lavoratori immigrati. Fino al 15 ottobre, termine ultimo per l’invio delle domande, lo sportello della sede Cisl di Brescia, in via Altipiani d’Asiago 3, sarà aperto dal lunedì al venerdì sia la mattina che il pomeriggio (8,30/12,30 – 14,30/18), il sabato dalle 8,30 alle 12. Per ridurre disagi e perdite di tempo, è necessario prenotarsi chiamando il numero 030 3844695. Giorni e orari di apertura diversi, invece, per gli portelli dedicati alla regolarizzazione nelle sedi decentrate, accessibili senza la necessità di prenotare.

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GIORNI E ORARI DI APERTURA DELLE SEDI DECENTRATE
A Manerbio, in via XX Settembre 65, il lunedì dalle 16,30 alle 18,30;
a Desenzano, in via Padre Bevilacqua 8, il martedì mattina dalle 9,30 alle 12,30
a Palazzolo, in via della Maddalena 13, il martedì pomeriggio dalle 16,30 alle 18,30;
a Chiari, in via del Consorzio Agrario 11, il mercoledì dalle 16,30 alle 18,30;
a Rovato, in piazza Montebello 14, il giovedì dalle 16,30 alle 18,30.

IL 30% DELLE REGOLARIZZAZIONI SARA’ IN LOMBARDIA
Secondo le stime più attendibili sono 380mila i lavoratori stranieri irregolari presenti in Italia che potenzialmente potrebbero usufruire della regolarizzazione. Di questi, 118mila, il 31,1% del totale, saranno regolarizzati in Lombardia.

Il maggior numero di domande di regolarizzazione – il 30% del totale – riguarderà le badanti, il 21,9% riguarderà posizioni di lavoro nel manifatturiero, il 12,4% nell’edilizia, il 10,6% nel commercio, l’11% nei servizi alle imprese, il 9,9% negli alberghi e ristorazione, il 4,9% in agricoltura.

PROBLEMI E OPPORTUNITA’
Il costo dell’emersione (che prevede, oltre al contributo di 1.000 euro per ciascun lavoratore, anche il pagamento delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale per almeno sei mesi) potrebbe costituire un problema per i datori di lavoro, anche per la crisi che stiamo vivendo.

Ma è un’occasione importante – sottolinea la Cisl – che va nella giusta direzione: contrastare il lavoro sommerso e dare dignità a migliaia di lavoratrici e lavoratori nell’ombra.

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