Il “piano per la crescita” del Governo non convince. Critiche dalla Cisl
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Il “piano per la crescita” del Governo non convince. Critiche dalla Cisl

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Pubblicato il 26 Agosto 2012

Il piano crescita varato dal Consiglio dei Ministri convince poco. Non tanto per i contenuti ma per difetti di concretezza. «Ci sono misure buone, alcune meno buone e discutibili – ha spiegato il Segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni – ma quello che serve davvero al Paese per ripartire è un patto per la crescita e per il lavoro che impegni tutti i soggetti: senza non si va da nessuna parte».

La Cisl chiama il governo a un tavolo per definire i passi da fare con le parti sociali: «Mi aspetto che anche i sindacati siano convocati dal Governo al tavolo già in programma con le imprese e le banche il 5 settembre – aggiunge Bonanni – perché a quel punto chi vuole prendere impegni li prende».

Altro motivo di insoddisfazione è per la Cisl la questione dell’armonizzazione della riforma del mercato del lavoro privato con quella del lavoro pubblico. Il Consiglio dei Ministri l’ha ribadita in maniera generica «mentre invece dovrebbe essere oggetto – precisa il Segretario Cisl – di uno specifico confronto tra governo e sindacati». Allo stato attuale l’affermazione del Governo configura un’ulteriore stretta sui lavoratori statali, che però  perché altrimenti il messaggio è quello di un’ulteriore stretta sugli statali senza chiarezza nei fini »