Segnali di speranza dall’industria bresciana. Torri (Cisl): servono riflessi sull’occupazione

“Segnali di speranza che fanno presagire un autunno «mite» per la nostra economia”. Lo scrive questa mattina il Giornale di Brescia a presentazione di due pagine che il quotidiano dedica alle evidenze dei bilanci 2011 di alcune decine tra le maggiori aziende bresciane. “Nella babele di voci sulla crisi in cui siamo immersi ogni giorno – commenta Enzo Torri, Segretario generale della Cisl bresciana – i numeri che il quotidiano di via Solferino ha messo insieme sono nettamente in controtendenza. Logica vorrebbe che risultati così importanti avessero riflesso su altri indicatori della crisi come la cassa integrazione e l’occupazione. Si fa un gran parlare di responsabilità sociale dell’impresa: questo è il momento, questo è il banco di prova per saldare un primo confortante segnale di ripresa ad un messaggio concreto di fiducia per i lavoratori bresciani”.

“Il 2011 – scrive Erminio Bissolotti, redattore e conomico del Giornale di Brescia – si è chiuso in un totale clima di sfiducia: nel giro di un anno Piazza Affari ha perso il 23%, il debito pubblico (a1.898miliardi di euro) è aumentato di circa tre punti percentuali e il Pil ha riportato un +0,4%.

A Brescia, nello stesso arco temporale, 7mila lavoratori sono finiti nelle liste di mobilità, l’Inps ha autorizzato oltre 42milioni di ore di cassa integrazione e per 316 aziende (una al giorno senza contare i festivi) è arrivata la sentenza di fallimento.
Si può continuare ad avere una speranza di futuro con un simile quadro?

Si deve. In provincia c’è ancora un fuoco, una speranza, che resiste ai temporali dello spread e alle tempeste del fisco. Una fiamma alimentata da aziende che di anno in anno riportano una crescita del fatturato (qualcuna di loro addirittura battendo il proprio record storico) e che chiudono ancora con utili significativi.

Sono i bilanci fra le maggiori aziende e raccontano di imprese che vanno sui mercati esteri e mantengono alta la propensione ad investire. Se c’è anche una sola chance di ripresa per l’autunno abbiamo di affidarla a loro”.

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