Se l’estate incrocia i luoghi e la storia del lavoro nel bresciano

Nuotare nelle acque del Garda avendo a due passi dalla spiaggia il profilo di uno storico insediamento industriale. Pedalare in pianura e scoprire filatoi belli come palazzi. L’estate incrocia i luoghi e la storia del lavoro nel bresciano e suggerisce itinerari inconsueti sulle tracce della fatica di chi ha contribuito a fare grande Brescia e il suo territorio.

 

Centinaia di turisti affollano in questi giorni Campione del Garda, un angolo di lago che offre condizioni di vento ottimali per windsurf e kitesurfing. Alle spalle della striscia di verde tappezzata di asciugamani e carrelli per il trasporto di vele e paracadute c’è un enorme cantiere dove si va demolendo quello che fu un villaggio-fabbrica tra i più grandi del nostro territorio, il Cotonifico Olcese.

A Ospitaletto, invece, i tanti gli appassionati della bicicletta che vanno alla scoperta della nostra provincia pedalando sulle strade meno battute dal traffico possono trovarsi improvvisamente davanti ad un edificio con alte finestre ad arco – ciò che resta dell’imponente struttura della Filanda Serlini – che a prima vista potrebbe essere tranquillamente scambiato per un palazzo nobiliare.

Sono solo due esempi di come l’archeologia industriale intreccia i percorsi delle vacanze nel bresciano. La storia dell’impresa e del lavoro nel nostro territorio è straordinariamente ricca di testimonianze e suggerisce molte riflessioni anche al nostro presente.

Un percorso ragionato tra gli insediamenti e le trasformazioni industriali nel bresciano lo si trova in un breve saggio che Gigi Bellometti ha scritto per l’ultimo numero della rivista “Quaderni della sicurezza AiFos”.

QUANDO FUMAVANO LE CIMINIERE

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