A Brescia disoccupazione in linea col dato nazionale. Ma c’è un piccolo segnale positivo

Non si discostano da quelli nazionali i dati di Brescia sulla disoccupazione. Ma c’è un piccolo segnale positivo che è doveroso registrare.

Dopo la diffusione, ieri, del dato nazionale sulla disoccupazione registrato dall’Istat, da più parti si cerca oggi di dare una definizione provinciale del fenomeno. Gli unici dati di cui si dispone sono quelli degli iscritti ai Centri per l’impiego (quelli che un tempo erano gli Uffici di collocamento). Purtroppo si tratta di dati disomogenei e bisognosi di significative correzioni.

“Brescia segue il trend negativo nazionale – scrive stamattina il Giornale di Brescia – con i suoi 11.428 iscritti ai Centri per l’Impiego nel primo semestre 2012: 11.093 i nuovi disoccupati a cui si sommano 335 inoccupati alla ricerca del primo impiego. Così, se a fine 2011 il totale degli iscritti si era «fermato» a 85.547 unità, al 30 giugno ha raggiunto quota 96.975”. Numeri impressionanti che gli esperti suggeriscono però di ridurre quasi del 50% per avvicinarsi al vero visto il servizio non è in grado di dire quanti di questi iscritti hanno nel tempo trovato occupazione e dunque sarebbero da cancellare dalle liste.

La Cisl di Brescia da sempre prende con le pinze i numeri che arrivano dagli uffici della Provincia (si veda la polemica di inzio anno con l’Assessore provinciale al lavoro) e suggerisce una lettura incrociata dei dati. “Nel 2011 i bresciani finite nelle liste di mobilità – spiega Paolo Reboni della Segreteria della Cisl bresciana – erano 7.452; nel primo semestre di quest’anno siamo già a quota 6.062. In percentuale l’incremento è del 36,7% rispetto allo stesso periodo del 2011, una percentuale più alta della media regionale che è del 20%. Di diversa tendenza i dati sul rapporto tra lavoratori inseriti in azienda e lavoratori espulsi dai processi produttivi: da inizio anno ad oggi il saldo è leggermente positivo, con 65.168 lavoratori che hanno trovato un’occupazione contro i 63.172 che l’hanno persa”.

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