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Nella lista nera di Poste Italiane finiscono altri 16 uffici del bresciano
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Nella lista nera di Poste Italiane finiscono altri 16 uffici del bresciano

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Pubblicato il 11 Luglio 2012

Poste Italiane ha presentato all’Autorità per le comunicazioni il periodico aggiornamento sull’efficienza della propria rete di uffici sul territorio. L’azienda postale classifica come diseconomici un migliaio di strutture sul territorio nazionale: 16 di questi uffici “sotto i parametri di economicità” sono nel bresciano. Giovanni Punzi, Segretario dei Postali Cisl, accusa: “Da anni vengono messe in atto politiche aziendali che penalizzano il servizio nei piccoli Comuni e negli uffici periferici; oggi Poste Italiane bolla come inefficienti le strutture che lei stessa – con le aperture ridotte, la mancanza di personale, gli accorpamenti – ha messo poco a poco in ginocchio”.

GLI UFFICI A RISCHIO CHIUSURA ENTRO IL 2012
Ecco l’elenco degli uffici bresciani che Poste Italiane giudica “inefficienti”: Brescia 19 (in città); San Pancrazio Bresciano; Calvagese della Riviera; Coniolo; Ludriano; Corticelle Pieve; Remedello Sotto; Campione del Garda; Gorzone di Darfo Boario Terme; San Colombano di Collio; Pilzone d’Iseo; Nozza; Ponte Zanano; Lumezzane Pieve; Bogliaco; Navazzo.
A questi uffici ne vanno aggiunti altri tre bisognosi secondo l’azienda di “razionalizzazione”, vale a dire il passo precedente la chiusura: Livemmo; Bione e Provaglio Val Sabbia.

LE SPIEGAZIONI DELL’AZIENDA
L´amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, ha fatto sapere che non si tratta di un piano di chiusure: “L´obiettivo dell´azienda si legge in un comunicato – non è far sparire gli sportelli, ma di trasformarli in centri multiservizi, per esempio per i certificati anagrafici, il pagamento dei ticket, la cartografia digitale.

LA RISPOSTA DEL SINDACATO POSTE DELLA CISL
Durissima la replica del Sindacato Poste della Cisl: “Sono dichiarazioni bugiarde: la chiusura di questi uffici è una scelta che Poste Italiane ha già fatto e che è già stata comunicata ufficialmente ai sindacati di categoria. L’obiettivo fisso dell’azienda è tagliare i costi fregandosene dei servizi di cui sarà privata la collettività. Oltre alle chiusure degli uffici, infatti, Poste Italiane ha già programmato la riduzione dei portalettere: entro la fine dell’anno verranno tagliati 10.000 posti di lavoro”.

Giovanni Punzi, Segretario dei Postali Cisl di Brescia, ribadisce l’impegno del sindacato a contrastare “la deriva di un’azienda che ha tradito la sua matrice sociale e che si ostina a trasmettere un’immagine del servizio postale che non risponde alle esigenze del territorio e alla realtà che viviamo tutti i giorni”.