Firmato il Decreto sulla spending review

Il Presidente della Repubblica ha firmato il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei ministri sulla spending review. I provvedimenti, già pubblicati in Gazzetta Ufficiale, riguardano il congelamento dell’aumento Iva fino al 2014, il dimezzamento delle Province, i tagli alla sanità e una profonda riorganizzazione delle sedi giudiziarie.

Ecco in sintesi i contenuti del provvedimento nello schema dell’agenzia giornalistica Ansa:

PACCHETTO BONDI
Il supercommissario mette sotto la lente 61 miliardi di spese. Attraverso un sistema di acquisti più ‘virtuosi’ si arriverà a tagliare gli eccessi. Target: 5 miliardi. Si tratta di un meccanismo per eliminare i picchi in alto della spesa pubblica per l’acquisto di beni e servizi. Come nel caso della sanità. Si fissa il prezzo migliore per un bene (quello che si spunta sul mercato ‘unico’ telematico, ad esempio quello che fa la Consip) e si taglia tutto quello che eccede il livello fissato.

MENO DIPENDENTI PUBBLICI E MENO UFFICI
dopo una verifica della Funzione Pubblica si procederà al taglio del 10% del personale e del 20% della dirigenza. Unica rassicurazione è che si derogherà alle regole introdotte dalla riforma del mercato del lavoro. Quindi niente esodati nel pubblico impiego. I buoni pasto si ridurranno a 7 euro, le ferie non potranno essere monetizzate. Arriva la “valutazione individuale”, una sorta di pagella del ministeriale.

AFFITTI MENO CARI
Stop all’adeguamento Istat degli affitti pagati dallo Stato e avvio della rinegoziazione delle locazioni per ridurre del 15% i canoni. I proprietari potranno ‘retrocedere’.

SALVI, PER ORA, I PICCOLI OSPEDALI
Anche la sanità dovrà dare il suo contributo ai tagli. Ma i piccoli ospedali non spariranno per decreto. Ci sarà un’analisi legata alle necessità del territorio. In ogni caso tra le chiusure, il taglio dei posti letto, il taglio alle spese farmaceutiche e per l’acquisto di beni e servizi sono attesi 5 miliardi.

VIA LE PROVINCE
Le Province saranno dimezzate: dalle attuali 110 si passerebbe a una cinquantina. E subito, non ad agosto con un altro decreto come inizialmente ipotizzato. I criteri attraverso i quali verranno tagliate le province sono: il primo è relativo alla popolazione e il secondo all’estensione. Entro 20 giorni il governo dovrà fissarli con una delibera del Consiglio dei ministri. Calano intanto i trasferimenti per Regioni, Province e Comuni. Tra gli altri interventi anche quello sui Cda della miriade di società pubbliche (potranno avere solo 3 membri).

TAGLI AI PERMESSI SINDACALI
In caso di revisione degli organici i sindacati saranno solo informati. Saranno tagliati i permessi retribuiti per assentarsi dal lavoro per attività sindacali (taglio del 10%). E un taglio sempre del 10% ai trasferimenti dei Patronati. Infine i compensi ai Caf: scende da 14 a 13 euro per dichiarazione.

TAGLIO AI TRIBUNALI ARRIVA SUPERPREFETTURA
Finora le ipotesi circolate sui tagli prevedono la chiusura di una trentina di tribunali, di 37 procure e di 220 sedi distaccate. Gli avvocati per protesta si incatenano. Arrivano intanto le superprefetture. Gli uffici territoriali dello Stato del Comune capoluogo di Regione assorbiranno le funzioni di tutte le amministrazioni periferiche che hanno sede nella stessa regione.

UNIVERSITA’
Salta il taglio di 200 milioni alle Università e il trasferimento dei fondi alle scuole paritarie.

DIFESA
Diminuirà il numero dei militari in servizio, in misura non inferiore al 10% del totale degli organici delle forze armate. Ma anche gli alloggi della Difesa saranno ceduti con maggior facilità. Si taglia il fondo per le missioni di pace (-8,9 milioni); il Fondo per gli armamenti (100 milioni); quello per le vittime dell’uranio impoverito (-10 milioni). E ne fa le spese anche il progetto della mini-naja voluto dal precedente governo (-5,6 milioni).

AUTO BLU
Il taglio previsto è del 50% rispetto alla spesa sostenuta per acquisto e manutenzione nel 2011.

SOPPRESSIONI
Altro risparmio: saranno soppresse l’Isvap e la Covip. Saltano anche l’Ente nazionale per il Microcredito, soppressione della società Arcus spa.

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