La Cisl al Governo: la revisione della spesa si deve fare incidendo di più sugli sprechi

Il Governo ha incontrato ieri enti locali e parti sociali per illustrare le linee generali della spending review, i provvedimenti di revisione della spesa che il Consiglio dei Ministri approverà a partire da venerdì. Si è trattato di una presentazione molto generale e Palazzo Chigi non ha consegnato agli interlocutori alcun documento, spiegando in serata attraverso un comunicato stampa che il testo del provvedimento «è ancora in corso di stesura, in virtù degli incontri intercorsi in data odierna con le parti sociali e gli enti locali e alla luce del confronto con i Ministeri interessati».

L’IMPEGNO ASSUNTO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Il Presidente del Consiglio ha voluto fare una dichiarazione di fondo: l’operazione di spending review non è una nuova manovra di finanza pubblica ma un’operazione strutturale per evitare che tra ottobre e dicembre si debba aumentare l’Iva, e per fare questo servono 4,2 miliardi. Monti ha anche detto una cosa che va nel senso delle preoccupazioni sindacali espresse negli ultimi giorni: l’obiettivo del Governo è quello di «eliminare gli sprechi e non ridurre i servizi», evitando i «tagli lineari guardando alle più alte priorità».

IN CONCRETO
Si procederà con un taglio in tutte le pubbliche amministrazioni del 20% per i dirigenti e del 10% per i dipendenti sulla base delle singole piante organiche di ogni singolo Ente. I dipendenti in esubero sarebbero gestiti con mobilità verso altri enti o con pensionamenti anticipati. Per le consulenze ci saranno tagli dell’80% .Sul lato della spesa per beni e servizi il Governo ha spiegato che sono state verificate spese superiori fino al 60% rispetto ai costi standard e che dunque ci sono recuperi importanti da fare.

LA POSIZIONE DELLA CISL
«Occorre incidere di più sugli sprechi e sui conflitti di potere tra gli apparati dello Stato» ha commentato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Il leader della Cisl ha quindi precisato che «la revisione del pubblico impiego si deve fare in coerenza e applicando l’accordo che il sindacato ha siglato con il ministro Patroni Griffi un mese fa».

Circa poi la riduzione del personale, Bonanni ha tenuto a ribadire la necessità di trovare una soluzione equilibrata che «non faccia di tutte le erbe un fascio e che tenga presente che non tutte le amministrazioni sono uguali. Un esempio? Negli enti pubblici c’è un dirigente ogni 50 dipendenti, nelle regioni un dirigente ogni otto dipendenti».

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