Dalla Commissione primo ok alla riforma del mercato del lavoro. Ora discussione in aula

Approvata dalla Commissione Lavoro del Senato, la riforma del mercato del lavoro passa ora alla discussione e al voto dell’assemblea di Palazzo Madama. Molti gli aggiustamenti apportati al testo del Disegno di legge, frutto della mediazione raggiunta dai due relatori del provvedimento, Maurizio Castro (Pdl) e Tiziano Treu (Pd), tra forze politiche e Governo.

Salario base co.co.pro. In arrivo una sorta di salario base per i co.co.pro. Verrà calcolato facendo riferimento ai salari minimi dei dipendenti per figure analoghe.

Una tantum se collaboratore perde lavoro. Per una fase sperimentale di tre anni si rafforza la una tantum già prevista: secondo alcuni calcoli se si lavora tra i 6 mesi e un anno in media si avrà un assegno di circa 6mila euro per un anno.

Contratti a termine. Viene allungata da 6 mesi ad un anno la durata del contratto a termine che può essere stipulato senza causale e, nei casi di specifici processi organizzativi (come start up, lancio di nuovi prodotti, cambiamenti tecnologici, seconde fasi di progetti) i contratti collettivi potranno prevedere una riduzione del periodo di pausa tra un contratto e l’altro (20-30 giorni in luogo di 60-90 giorni).

Partite Iva. Se il reddito annuo lordo di chi ha una partita Iva è di almeno 18mila euro si presumerà che la partita Iva sia vera. Inoltre cambiano i cosiddetti indicatori di rischio che fanno supporre che la partita Iva sia falsa: la percentuale del corrispettivo passa dal 75% all’80%, la durata dai sei agli otto mesi e la postazione dovrà essere fissa. La presunzione non opererà in caso di lavoratori iscritti ad un ordine professionale.

Licenziamenti disciplinari. In caso di licenziamenti disciplinari, il giudice potrà ordinare il reintegro del lavoratore solo sulla base dei contratti collettivi e non anche sulla base della legge o delle tipizzazioni di giustificato motivo soggettivo e di giusta causa. Sempre in tema di licenziamento disciplinare, la malattia non blocca il procedimento avviato (uniche eccezioni sono quelle della maternità e dell’infortunio sul lavoro).

Partecipazione. Approvata una delega per introdurre in Italia forme di partecipazione dei lavoratori nella vita dell’impresa sulle linee della direttiva europea; fra le varie forme di partecipazione anche quella agli utili o al capitale dell’impresa, all’attuazione e al risultato dei piani industriali, al controllo sull’andamento o su determinate scelte di gestione aziendali.

Fondi Aspi per avvio attività. Il lavoratore che perde il posto potrà usare i fondi dell’Aspi (l’indennità di disoccupazione) per avviare un’attività autonoma o un’impresa o associarsi in cooperativa. La misura è sperimentale e la sperimentazione durerà tre anni.

Congedi parentali padri. Un giorno di congedo è obbligatorio mentre gli altri due giorni sono facoltativi “previo accordo con la madre e in sua sostituzione”. Inoltre, la possibilità di usufruire di voucher per le baby itter (in alternativa al congedo parentale per gli 11 mesi successivi al termine del periodo di maternità) viene estesa anche al pagamento delle rate dell’asilo.

Dimissioni in bianco. Aumentano le misure per contrastare il fenomeno. Predisposte due modalità per certificare l’autenticità delle dimissioni firmate ‘in biancò dalla lavoratrice e rafforzato il diritto al ripensamento.

Voucher in agricoltura. Il voucher in agricoltura potrà essere usato dalle aziende con un fatturato inferiore ai 7 mila euro. Sopra questo tetto esso sarà consentito solo per l’impiego di studenti sotto i 25 anni e per i pensionati (e non più anche per le casalinghe). Rimangono esclusi gli iscritti alle liste nominative. Inoltre viene introdotto il valore orario dei voucher che sarà stabilito periodicamente dopo il confronto con le parti sociali.

Stop sussidi mafiosi e terroristi. Niente pensione, sussidio di disoccupazione, assegno di invalidità per chi sta scontando pene per reati di terrorismo, eversione, mafia e strage. Una volta scontata la pena, la persona condannata potrà nuovamente accedere alle prestazioni.
Deducibilità Irpef affitti. Viene ridotto il taglio della deducibilità a fini Irpef dei redditi da locazione. l ddl prevedeva una taglio della deducibilità dall’attuale 15% al 5%, mentre ora il taglio sarà un pò più contenuto: al 7%.

Parità stipendi uomo-donna. Entro un anno il governo si impegna a “definire e programmare, d’intesa e in stretta collaborazione con le parti sociali, misure concrete” per superare “definitivamente entro il 31 dicembre 2016” il divario retributivo tra uomini e donne.
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