Quando la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro passa dal teatro (e dai giovani)

Una rappresentazione carica di forti emozioni che ha imposto una profonda riflessione sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro. L’Auditorium della Cisl ha ospitato questa mattina la messa in scena di “Scandalo quotidiano di un normale morire”, musica e parole per raccontare la tragedia delle morti sul lavoro nell’allestimento del Teatro Officina con Daniela Airoldi Bianchi e Massimo De Vita. Moltissimi i giovani presenti – del Cfp “Zanardelli”, del l’Itis “Tartaglia” e dell’Itis “Castelli” – assieme a operatori sindacali, dirigenti e delegati di fabbrica.

“Le vicende umane che il testo teatrale a reso con drammatica efficacia hanno suscitato il dialogo e il confronto al termine della rappresentazione – commenta Paolo Reboni della Segreteria della Cisl bresciana che ha inserito la mattinata nella programmazione delle iniziative per il Primo Maggio 2012 – con un inaspettato coinvolgimento da parte dei giovani che hanno condiviso ragionamenti profondi e concreti, sul bene prezioso della vita e sulla percezione delle priorità, sul desiderio di conoscere di partecipare”.

Una “lezione” nella lezione quella offerta dagli studenti delle tre scuole superiori cittadine: “I giovani sono molto più maturi e consapevoli di quanto generalmente si sente dire – conclude Reboni – e quando sono chiamati a confrontarsi con la realtà mostrano una voglia di concretezza e di umanità che cancella le troppe promesse e le troppe parole vuote che si sprecano su un tema così attuale e così disperante come quello degli infortuni e delle morti sul lavoro”. Una mattinata che ha ridato energia e speranza a quanti si battono per far uscire i temi della sicurezza sul lavoro dal limbo dei buoni propositi.

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