IMU e anziani non autosufficienti residenti nelle case di riposo

La norma sul pagamento dell’IMU (Imposta Municipale Unica), così come formulata nell’art.13 della L.214/11, avrebbe comportato per gli anziani che risiedono nelle case di riposo il pagamento dell’imposta  per l’abitazione di proprietà con aliquota più alta in quanto considerato l’immobile come seconda casa.

A seguito di un’azione decisa, anche da parte delle organizzazioni sindacali, la Commissione Finanze della Camera ha introdotto una sostanziale modifica: i Comuni potranno considerare l’immobile di proprietà di anziani ospiti in RSA come prima casa, purchè non locato. Il decreto passa ora all’esame del Senato che potrebbe intervenire con ulteriori modifiche.

Si tratta di un provvedimento di non poco conto, tenendo conto sia della differenza fra le aliquote (4 per mille per la prima casa contro il 7,6 per mille della seconda) sia per la possibilità della rateizzazione dell’imposta in tre tranche (prevista solo per la prima casa).

Rimane irrisolto il problema della ulteriore detrazione (200 euro, più 50 euro per ogni figlio convivente con meno di 26 anni) che riguarda solo il nucleo familiare. Ciò non toglie che i comuni, su nostra richiesta, in sede di sottoscrizione di accordi specifici, possano introdurre trattamenti meno gravosi per gli anziani e per disabili ricoverati in strutture.

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