Licenziamenti economici: cause insussistenti? Reintegro. IL TESTO DEL DDL

Il Presidente del Consiglio e il Ministro del lavoro hanno presentato nel corso di una conferenza stampa i contenuti del Disegno di Legge sulla riforma del mercato del lavoro. IL TESTO DEL DISEGNO DI LEGGE
Risolto il nodo dei licenziamenti economici: se le cause sono insussistenti ci sarà il reintegro. La Cisl parla di soluzione ragionevole e chiede che il Governo rassereni il Paese varando provvedimenti per la crescita e per alleggerire il carico fiscale dei lavoratori, delle famiglie, dei pensionati.

RISOLTO IL NODO SUI I LICENZIAMENTI ECONOMICI – Sulla questione dell’articolo 18 il Governo ha distinto  tre tipologie di licenziamento: oggettivo, disciplinare e discriminatorio. Sul discriminatorio c’è una tutela costituzionale; il disciplinare illegittimo prevede che “il giudice decida, e scelga tra indennizzo da 12 a 24 mensilità (nella prima ipotesi era in 15-27 mensilità) e reintegro”. Per i licenziamenti oggettivi, nel caso di insussistenza della causa economica, il giudice può decidere per il reintegro.

LA CISL: UNA SOLUZIONE RAGIONEVOLE – “La questione che ci preoccupava di più – ha commentato il Segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni – è stata definita in modo ragionevole. La raccomandazione fatta da noi al Presidente del Consiglio di non far coincidere i licenziamenti economici con eventuali situazioni fraudolente delle aziende è stata chiarita”. Sugli altri capitoli della riforma la Cisl aveva già espresso il suo giudizio positivo.

RASSERENARE IL PAESE – “E’ venuto il momento di rasserenare il Paese, come chiede il Presidente della Repubblica, ma anche di risolvere i problemi dell’Italia” ha concluso Bonanni. Priorità, dunque, a interventi per “la crescita” e per ridurre “l’eccessivo peso fiscale”. Temi sui quali la Cisl si mobiliterà nei prossimi giorni.

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