Il dramma degli esodati: troppo vecchi per lavorare, troppo giovani per la pensione
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Il dramma degli esodati: troppo vecchi per lavorare, troppo giovani per la pensione

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Pubblicato il 15 Marzo 2012

Si è svolto nel pomeriggio nel cortile del Broletto il presidio che la Cisl e le altre sigle sindacali hanno promosso per chiedere un intervento urgente della politica e delle istituzioni sul problema degli “esodati”, lavoratori che a causa dell’allungamento dei tempi di pensionamento si trovano oggi senza lavoro e senza pensione: per loro lo “scivolo” alla pensione si è trasformato in un incubo.

Le dimissioni dei lavoratori a cui mancavano pochi mesi alla pensione (con la vecchia normativa, s’intende) incentivate dalle aziende con delle buonuscita destinate a coprire il versamento volontario dei contributi Inps, erano una prassi applicata in tutti i settori produttivi. Poi è arrivata la riforma Fornero e questi lavoratori si sono ritrovati senza possibilità di rientrare al lavoro e senza la copertura economica per l’anno aggiuntivo di contributi. Centinaia di lavoratori bresciani sono passati dalla promessa di pensione alla certezza della disoccupazione.

La Cisl insieme alle altre sigle sindacali sollecita con insistenza istituzioni e politica ad un intervento che metta fine all’odissea di questo piccolo esercito di lavoratori: 20.000 in Lombardia, oltre un migliaio nel bresciano. Non è possibile pensare di lasciare ‘a metà del guado’ lavoratori e lavoratrici che volontariamente avevano accettato percorsi di mobilità con la garanzia di raggiungere al termine della stessa il pensionamento: occorre una soluzione di giustizia e di buon senso.