Servizi sociali in cerca di risorse. Mantelli (Cisl): il Comune riveda le sue priorità

Oggi pomeriggio l’assessore ai Servizi sociali e alla Famiglia del Comune di Brescia Giorgio Maione, presenterà in Commissione consiliare il nuovo strumento di organizzazione dei servizi socio-assistenziali del Comune di Brescia che viene anticipato questa mattina dal Giornale di Brescia. Un progetto che vista la scarsità delle risorse punta ad alleanze con il Terzo settore e la cooperazione. “Buoni propositi che rischiano di non bastare – commenta Giovanna Mantelli della Segreteria della Cisl – Il Comune è chiamato a ridefinire le sue priorità. Un esempio? Garantire servizi alle fasce più deboli della cittadinanza o imbarcarsi in un progetto mastodontico come il parcheggio sotto il Castello?”. In un articolo per il giornale dei Pensionati Cisl, Giovanna Mantelli documenta il drammatico taglio delle risorse operato dal 2008 ad oggi, ribadendo l’impegno del sindacato a tutela dei lavoratori, delle esigenze familiari, degli anziani e dei pensionati.

“La legge 328/2000, intitolata Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, doveva definire un sistema nazionale di tipo universalistico, da integrare con quello sanitario e fortemente partecipato dai corpi intermedi come il Terzo settore e la cooperazione; lo strumento attorno al quale costruire i processi di programmazione e di innovazione degli interventi doveva essere il Fondo nazionale politiche sociali”.

Un progetto che è stato privato di ogni possibilità di riuscita dal continuo e drammatico taglio delle risorse operato a partire dal 2008. Da allora ad oggi il Fondo per le politiche sociali è passato da 929 a 70 milioni di Euro, il Fondo politiche per la famiglia da 346 a 52; il Fondo affitto da 205 a 34; il Fondo politiche giovanili da 137 a 32 milioni di Euro.

“Sempre meno il Welfare sarà gratuito e assicurato dallo Stato – conclude il Segretario Cisl Giovanna Mantelli nel suo articolo – sempre più sarà a carico del cittadino e della famiglia o almeno compartecipato. Da questo quadro sconfortante nasce l’esigenza per il sindacato di affiancare alla sua tradizionale attività di contrattazione una vera e propria contrattazione sociale con i singoli Comuni, azione svolta con incisiva efficacia dai sindacati dei pensionati, e nei Piani di Zona, con una presenza costante della Cisl, per garantire quantità, qualità, sostenibilità ed equità dei servizi di Welfare, a garanzia dei lavoratori e pensionati e loro famigliari”.

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