Brescia e la crisi: crollano i consumi, crescono in maniera abnorme le superfici commerciali

Il Giornale di Brescia pubblica oggi un inserto “Speciale Economia” che attingendo a varie indagini e rilevazioni fornisce il quadro della situazione in diversi settori.

REDDITI E CONSUMI
L’editoriale dello speciale mette in parallelo i dati dell’osservatorio Findomestic (gruppo Bnp Paribas) su reddito e consumi. “Se il reddito medio dei bresciani tiene (pur crescendo meno dell’inflazione), i consumi crollano decisamente; nel 2011, il reddito pro capite si è attestato a Brescia a 16.383 euro, in crescita rispetto ai 16.050 del 2010 (+2,1%). Il valore è nettamente inferiore alla media lombarda (20.463), e al valore milanese (26.202). Sotto Brescia ci sono solo Bergamo (16.192), Como (15.615) e Lodi (14.614).
Sul fronte della spesa per beni durevoli, il calo medio della Lombardia nel 2011 è stato del 6%. A Brescia si è trattato di un vero crollo: immatricolazione di auto nuove, meno 9,4% (38.968 contro le oltre 43mila del 2010); motoveicoli, meno 8,7%; elettrodomestici, meno 5,7%; spesa delle famiglie , meno 7,2% (contro una media lombarda del 6,5%); prodotti informatici, meno 8,8%.

I DISTRETTI INDUSTRIALI
Altro approfondimento dello “Speciale Economia” del Giornale di Brescia di oggi è quello sui Distretti industriali. La fonte è l’Osservatorio nazionale dei distretti italiani, che prende in considerazione anche tre gruppi di imprese presenti nella nostra provincia: gomma e plastica del Sebino, ferro delle Valli bresciane, e abbigliamento e confezioni della Bassa. “Rispetto al 2010 il ciclo economico è migliorato; è infatti aumentato il numero di aziende distrettuali che segnalano un incremento del fatturato, degli ordini e, soprattutto, delle esportazioni, ma si sono acuite problematiche come quella dell’occupazione. (…) Sotto questo profilo, come rileva il contributo della Banca d’Italia per il rapporto, a partire dal 2007 e per tre anni consecutivi, il tasso di occupazione rilevato dall’Istat è calato nei distretti di tutte le aree geografiche in misura maggiore rispetto alle aree non distrettuali. (…) I distretti industriali guardano sempre più a mercati lontani, dalla Cina all’India, da Hong Kong alla Russia. Ma sul fronte interno il problema occupazionale è solo la punta dell’iceberg, la spia delle difficoltà dei distretti produttivi di reinventarsi come rete saldamene legata al territorio”.

BRESCIA HA IL 12 % DELLA POPOLAZIONE LOMBARDA
MA OCCUPA IL 16% DELLE METRATURE REGIONALI PER IL COMMERCIO
“Bresciani campioni regionali nel commercio, ma solo per superficie” scrive lo “Speciale Economia” del Giornale di Brescia in edicola oggi. È quanto emerge da un’analisi del periodo giugno 2010-giugno 2011 effettuata da Confesercenti: 2.046 mq di superficie di vendita ogni mille abitanti, a fronte di una media regionale che si assesta a 1.622 mq ogni mille abitanti. “Il dato che colpisce – conclude l’articolo – è che il nostro territorio, dove risiede il 12,66% della popolazione lombarda, detenga il 16% su base regionale della metratura delle grandi strutture commerciali”.

CONTRATTI DI SOLIDARIETA’ PER SALVARE I POSTI DI LAVORO
L’ultima pagina dello “Speciale Economia” nell’odierna edizione del Giornale di Brescia è dedicata ad un censimento dei contratti di solidarietà che sindacati e aziende hanno sottoscritto per fronteggiare la crisi salvando i posti di lavoro. “All’Alfa Acciai di San Polo – scrive il giornale – siamo giunti al quarto anno. Terzo rinnovo, invece, per altre aziende metalmeccaniche prestigiose della nostra provincia, come Beretta, Ferriera Valsabbia, Eredi Gnutti e Trw. Il ricorso ai contratti di solidarietà (la riduzione collettiva dell’orario di lavoro, che consente di gestire gli esuberi senza licenziare) è sempre più frequente sul nostro territorio, tanto che oggi coinvolge 97 aziende del solo settore meccanico. I lavoratori bresciani delle imprese in cui vige la «solidarietà» sono 13mila, gli addetti interessati sono 11.600”.

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