Mille lavoratori (L’Alco) senza integrativo. Pluda (Cisl): deregulation pericolosa

Un’altra disdetta contrattuale nel commercio. Il Gruppo L’Alco – a cui fanno riferimento i punti vendita Di Meglio, La Girandola, Altasfera e Ce.Di.S – dice no all’integrativo aziendale destinato ad oltre 1000 dipendenti. Alberto Pluda (Fisascat Cisl): “Segnali preoccupanti di una deregulation che non si ferma agli orari e alle aperture festive”.

 

IL COMUNICATO DELLA FISASCAT CISL DI BRESCIA

Il Gruppo L’Alco SpA e Gestione Centri Commerciali, società della famiglia Conter di Rovato, ha disdetto il contratto integrativo aziendale in vigore dal 2009. Una decisione che riguarda oltre mille dipendenti che lavorano nei centri vendita in diverse provincie della Lombardia per i marchi Di Meglio, Altasfera, La Girandola e CeDiS.

“Siamo molto preoccupati – commenta Alberto Pluda, Segretario generale della Fisascat Cisl di Brescia – perché si sta determinando un effetto domino delle disdette degli integrativi che ha sicuramente motivazioni oggettive, la fase economica di crisi e una generalizzata contrazione dei consumi, ma che sembra voler associare la liberalizzazione degli orari e delle aperture festive nel commercio ad una deregolamentazione contrattuale del settore”.

Quello del Gruppo L’Alco – che è ormai uno dei pochi marchi bresciani nel settore della grande distribuzione e che ha recentemente siglato un accordo di partnership con il colosso multinazionale Despar per razionalizzare i costi di acquisto delle merci – è il terzo contratto integrativo aziendale disdetto negli ultimi tre mesi: vertenze sono aperte infatti per il Gruppo Lombardini e per la catena Italmark.

“Alla preoccupazione per gli effetti di questa decisione per migliaia di lavoratori si aggiunge la sorpresa per la decisione di una società in cui c’è un’esperienza consolidata di relazioni industriali – spiega il sindacalista della Cisl – ma è anche in forza di questa esperienza che siamo convinti ci siano margini per la valorizzazione di un patto sociale tra impresa e sindacato che utilizzando tutte le opportunità previste dall’accordo di riforma del modello contrattuale sia in grado di garantire sia le giuste attese dei lavoratori che la sostenibilità dei posti di lavoro. Ed è per questo che contestualmente alle assemblee che andremo a fare in tutti i luoghi di lavoro chiediamo alla proprietà l’immediata apertura di un confronto”.

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