La Cisl fa il punto sulla trattativa per la riforma del mercato del lavoro

Alla vigilia del nuovo appuntamento di domani tra Governo e parti sociali,  la Cisl fa il punto della situazione analizzando le varie questioni fin qui prese in esame.
RIASSETTO DELLE TIPOLOGIE CONTRATTUALI
Il primo incontro del 15 febbraio è stato dedicato al riassetto delle tipologie contrattuali. Il Governo ha mostrato di condividere la proposta comune delle parti sociali di valorizzazione dell’istituto dell’apprendistato come canale privilegiato per l’ingresso al lavoro dei giovani. Per quanto riguarda il contratto a termine il Governo propone una contribuzione aggiuntiva da parte delle aziende per scoraggiare gli abusi e finanziare gli ammortizzatori sociali per i lavoratori, da restituire nel caso di eventuale trasformazione in contratto a tempo indeterminato.
Il Governo ha anche presentato alcune proposte per controllare maggiormente l’utilizzo del lavoro a chiamata (o intermittente), che per la Cisl sarebbe invece meglio ricondurre nell’ambito della somministrazione di lavoro, che in questi anni si è dimostrata una forma positiva e tutelata di flessibilità. Il Governo propone di riportare il lavoro con voucher alla sua funzione originaria per il lavoro accessorio e in agricoltura. Su questo la Cisl ha proposto la gestione contrattuale e bilaterale dei voucher soprattutto per il contrasto del lavoro irregolare. Infine il Governo, con la finalità di contrastare le gravi forme di abuso quali l’associazione in partecipazione e le false partite Iva, ha presentato alcune proposte che la Cisl ha valutato positive negli intenti ma ancora troppo blande, chiedendo interventi realmente incisivi, sia sul versante delle modifiche legislative che su quello dei controlli ispettivi. Il confronto prosegue in attesa delle proposte di parte datoriale preannunciate per i prossimi giorni.

RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI
Nel successivo incontro del 20 febbraio, si è iniziato il confronto sulle questioni relative agli ammortizzatori sociali ed alle politiche attive del lavoro. Il Ministro Fornero ha presentato prime considerazioni e proposte per la conservazione degli attuali strumenti di gestione delle crisi, compresi gli ammortizzatori in deroga, fino a superamento dell’emergenza, indicativamente almeno fino all’autunno del 2013.

In prospettiva, il Governo prevederebbe un riordino del sistema separando più nettamente la tutela del posto di lavoro dalle tutele nel mercato del lavoro, con due pilastri:
– la cassa integrazione, da estendere ai settori scoperti, che manterrebbe la sua funzione in presenza di andamenti negativi ciclici e congiunturali delle aziende (CIG Ordinaria) mentre verrebbe razionalizzata la CIG Straordinaria per la quale resterebbero le attuali causali per le ristrutturazioni aziendali ma si prevederebbero il superamento delle causali per cessazione di attività e fallimento d’azienda;
– l’indennità di disoccupazione rinnovata con caratteristiche di universalità e proporzionalità in relazione ai periodi lavorati, che unifichi le diverse indennità esistenti a partire dall’indennità di mobilità.
Stretto sarebbe il legame tra gli strumenti di sostegno al reddito e le politiche di attive del lavoro.

ALCUNE RISERVE
La Cisl ha valutato positivamente la decisione del Governo di mantenere tutti gli attuali strumenti di sostegno al reddito fino al superamento dell’ emergenza, ma ha espresso riserve sulle proposte di riordino degli ammortizzatori, paventando il rischio che le proposte del Governo in materia di Cigs e indennità di mobilità potessero ridurre le tutele per i lavoratori che al contrario, specie nel periodo di crisi, andrebbero rafforzate. La Cisl inoltre ha sollecitato il Governo a chiarire il quadro delle risorse disponibili per i necessari interventi riformatori degli ammortizzatori sociali, che dovranno prevedere la contribuzione di tutte le aziende, con una specificità per le piccole aziende del terziario e dell’artigianato. Particolare impegno è stato richiesto da parte della Cisl perché fin da subito si mettano in campo a favore dei lavoratori coinvolti negli ammortizzatori sociali strumenti operativi di reimpiego e di riqualificazione professionale mirata.

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