Lunedì quarto incontro tra Governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro

Il Ministro del lavoro Elsa Fornero ha convocato imprese e sindacati lunedì 20 febbraio per continuare – sarà il quarto incontro – il confronto sulla riforma del mercato del lavoro. Al centro della riunione ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro.

AMMORTIZZATORI SOCIALI
Sul primo punto si è aperto nelle ultime ore un dibattito a distanza dopo che il Ministro Elsa Fornero aveva parlato di una ipotesi di sostituzione della cassa integrazione straordinaria con il sussidio di disoccupazione. Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni non è un’ipotesi plausibile: “Noi siamo contrari e il Ministro Fornero sa che vogliamo confermare il sistema degli ammortizzatori esistenti”.
A far pensare ad un fraintendimento sul pensiero del Ministro del lavoro è il fato che rispondendo ad un’interrogazione in commissione Lavoro della Camera, il ministro Fornero ha spiegato che “il Governo non intende assolutamente mettere in discussione il ricorso alla cassa integrazione guadagni, anche in deroga, per l`anno corrente, considerato l`attuale, grave, periodo di crisi occupazionale e produttiva”. Quella allo è “un`ampia riforma del mercato del lavoro”, frutto di un “aperto e serio confronto” con le parti sociali, che dovrebbe condurre a una “profonda revisione” degli ammortizzatori sociali da attuare secondo logiche di “ampliamento della platea” dei potenziali beneficiari, anche se è del tutto evidente che queste riforme “non avranno immediata operatività – si legge dai resoconti parlamentari – anche perché è impensabile far partire i nuovi meccanismi con immediatezza”.

POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO
Altro tema, strettamente collegato a quello degli ammortizzatori sociali è quello delle politiche attive del lavoro. Giorgio Santini, Segretario generale aggiunto Cisl, ha detto in una intervista che da qui ai prossimi 18-24 mesi non ci sarà nessuna rivoluzione rispetto al sistema concentrato sulla cassa integrazione, ordinaria, straordinaria e in deroga, ma spiega anche che la Cisl spingerà per dare più forza all’outplacement.
“Dobbiamo affrontare il problema del reimpiego dei lavoratori, che è il punto debole della cassaintegrazione”, avverte il numero due della Cisl. “Noi diciamo di usare tutte le strutture, dalle agenzie ai centri per l’impiego, al fine di offrire nuove occupazioni ai cassintegrati. A quel punto, chi dovesse rifiutare la proposta senza motivi validi, perderebbe l’indennità”.

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