Caffaro, un anno dopo. Premiate le scelte per il lavoro di Rsu e Femca Cisl
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Caffaro, un anno dopo. Premiate le scelte per il lavoro di Rsu e Femca Cisl

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Pubblicato il 16 Febbraio 2012

Il quotidiano Bresciaoggi pubblica oggi un articolo sulla Caffaro, storica azienda chimica di Brescia che un anno fa è stata al centro di una difficile vertenza sindacale per l’inserimento di una nuova proprietà – la Società Chimica Emilio Fedeli spa di Pisa – e di un piano di risanamento e rilancio che per dare operatività all’unità produttiva scongiurandone la chiusura ha visto la Femca Cisl e le Rsu aziendali assumere decisioni non facili. “Il bilancio di questo primo anno conferma la bontà di quelle scelte – commenta Beppe Marchi, Segretario generale dei chimici Cisl – sono state giuste, che hanno salvato il posto di lavoro per due terzi dei dipendenti Caffaro e per gli altri oggi in cassa integrazione si continua a cercare soluzioni di reimpiego”.

 

IL RISULTATO ECONOMICO
Il giornale di via Eritrea intervista Donato Antonio Todisco, leader del gruppo toscano, ad un anno dall’operazione Caffaro. L’imprenditore si dice soddisfatto è snocciola i dati: produzione di cloruro di calcio di calcio praticamente triplicata, da 3 mila a 9 mila tonnellate rispetto al periodo di amministrazione straordinaria; quella di clorito di sodio a 17 mila tonnellate, destinate a diventare 20 mila quest´anno. «Dal punto di vista economico – spiega Todisco – i ricavi hanno superato abbondantemente i 10 milioni di euro, e il risultato netto è subito positivo: una performance incoraggiante».

L’OCCUPAZIONE
Il perfezionamento dell’acquisto di Caffaro Chimica da parte del gruppo industriale toscano ha visto i sindacati dividersi sulle prospettive di sviluppo e sulla riduzione della forza lavoro. L’intesa sindacale, senza la quale la Società Chimica Emilio Fedeli spa di Pisa non avrebbe concluso l’operazione, venne firmata dalle Rsu (compreso il delegato eletto nella lista della Cgil) e dalla sola Femca Cisl. Ad oggi in fabbrica sono rientrati 59 dei 92 dipendenti Caffaro che per il 2011 riceveranno un premio di risultato con importo variabile tra 600 e 900 euro. Sono dunque ancora 33 i lavoratori in cassa integrazione per i quali si continua a cercare soluzioni di reimpiego.

Per la Femca Cisl l’accordo con la nuova proprietà ha salvato posti di lavoro ed apre oggi qualche prospettiva occupazionale nuova. Un buon risultato, osteggiato dai chimici della Cgil che fino all’ultimo hanno tentato di impedire l’accordo andando contro anche al loro delegato nella Rsu che ha firmato l’intesa su preciso mandato dell’assemblea dei lavoratori.

SULLA VICENDA LA RIFLESSIONE
DEL SEGRETARIO DELLA FEMCA CISL DI BRESCIA GIUSEPPE MARCHI

Le valutazioni su accordi come quello raggiunto alla Caffaro dalla Rsu e dalla Femca Cisl, non consentono mai di esprimersi con enfasi. Quando la garanzia occupazionale non coinvolge tutti i lavoratori colpiti dai processi di riorganizzazione o ristrutturazione rimane sempre una sorta di amaro in bocca.
Tuttavia è attraverso quell’accordo sofferto che si è evitato il fallimento dell’azienda, si è garantita la continuità dell’attività produttiva ed il reinserimento immediato di 52 lavoratori, seguito da ulteriori 7 assunzioni.
Analizzato alla luce del contesto odierno, dove il problema occupazionale è divenuta la prima priorità del paese, quell’accordo assume un valore ancora più importante.
Oggi, ogni posto di lavoro salvato è un accordo buono!
Con quell’accordo, rifiutando il criterio del “tutti o nessuno” ma aprendo spazi alla negoziazione si è evitato un epilogo paradossale come quello avvenuto, sempre nel territorio bresciano, alla Cacciamali dove perpetrando proprio quella logica del “tutti o nessuno”, oggi, nessuno dei 130 dipendenti ha più il suo posto di lavoro”.