Il Comune cede quote della Centrale del Latte? Il sindacato chiede garanzie

Rsu aziendali, Flai Cgil e Fai Cisl seguono con preoccupazione gli annunci su una possibile vendita della Centrale del Latte da parte del Comune di Brescia e avvertono che i lavoratori non accetteranno operazioni senza garanzie di qualità e di sviluppo per la storica azienda cittadina.

Le difficoltà di bilancio del Comune di Brescia – originate dal dimezzamento dei dividendi di A2A (che saranno 30 e non 66 milioni Euro) e dalla ulteriore riduzione dei trasferimenti statali che ormai da diversi anni colpisce gli enti locali – hanno portato infatti la Giunta di Palazzo Loggia ad ipotizzare la vendita di alcune quote del patrimonio pubblico. Tra le cessioni di cui si parla c’è quella della Centrale del Latte di Brescia. Un’idea che preoccupa non poco i rappresentanti dei lavoratori.

«Crediamo sia assolutamente indispensabile che il Comune mantenga una larga maggioranza di azioni – scrivono le Rsu dell’azienda, Flai Cgil e Fai Cisl in un comunicato stampa – ponendo precisi vincoli agli eventuali acquirenti: la qualità e la varietà delle produzioni unanimemente apprezzate anche fuori provincia; la garanzia del completamento del piano di sviluppo strutturale dello storico sito di via Lamarmora; la salvaguardia occupazionale delle maestranze altamente qualificate e compartecipi del successo di un imprenditoria bresciana fedele alla tradizione e non abbagliata dalle sirene della finanza; un piano industriale sinergico con le realtà economico-produttive della filiera territoriale».

Per i rappresentanti dei lavoratori quella che il Comune di Brescia vuol fare è una semplice operazione di cassa che non sembra accompagnata da un impegno a fare in modo che la Centrale del Latte non venga esposta al rischio di un processo di depotenziamento del marchio che la renderebbe facile preda delle grandi industrie di trasformazione del settore lattiero caseario.

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