Cisl Fp: competenza e conoscenza sono le caratteristiche per indirizzare il cambiamento

Come possiamo continuare a subire il blocco contratti nel pubblico impiego? Come cambia il lavoro pubblico con l’ associazione di servizi che i Comuni dovranno attuare? Come contrastare il fatto che la sfiducia nelle istituzioni trascini anche il sindacato in una condizione di scarsa credibilità? Sono alcune delle domande poste ieri al Segretario nazionale della Funzione pubblica della Cisl, Giovanni Faverin, invitato a Brescia dalla Segreteria della Cisl Fp per l’apertura della campagna in vista del voto per il rinnovo delle RSU nella Pubblica amministrazione.

Nell’Auditorium della Cisl c’erano oltre 120 delegati e le loro domande hanno toccato i molti problemi aperti. Faverin non si è tirato indietro e ha sollecitato tutti all’esigenza di riprendere contatto con la realtà e non solo con i desideri: si riconquista ruolo e si ridà valore al loro pubblico ripartendo da qui, recuperando motivazione e convinzione.

Il Segretario nazionale della Cisl Funzione Pubblica ha voluto ricordare le origini della Cisl, quando le adesioni e il sostegno al sindacato si raccoglievano non con le deleghe ma nell’incontro personale e continuo con i lavoratori. L’idea della partecipazione attiva, consapevole e informata alla vita sindacale nasce anche da quelle modalità pionieristiche degli inizi: Faverin ha invitato a recuperarne non tanto la forma quanto lo spirito, perché un sindacato partecipativo è oggi più che mai un valore. E per sottolinearne gli effetti ha ricordato ai delegati i risultati concreti per i lavoratori che derivano dalla partecipazione dei sindacati tedeschi e le enormi difficoltà – con scarsissimi risultati – della linea contrappositiva dei sindacati francesi.

Per avere come orizzonte quello della partecipazione la caratteristica dei delegati Cisl deve essere quella della competenza e della conoscenza, per entrare nei processi di riorganizzazione e poterli indirizzare e contribuire alla loro effettiva evoluzione, con il riconoscimento del valore del lavoratore pubblico e il miglioramento dei servizi, che passa anche attraverso la riduzione del numero di dirigenti.

Particolarmente significativo è stato l’intervento di una giovane delegata dipendente del l’Ospedale Civile che ha detto di condividere l’esigenza di stare a contatto con la realtà più che con i desideri. Ha raccontato che incontrando amiche e conoscenti che oggi come oggi vivono una situazione di estrema fragilità occupazionale e non hanno alcuna certezza sulle loro entrate, si trova ad apprezzare le preoccupazioni con le quali deve fare i conti: io ho il problema di far quadrare entrate ed uscite ma purtroppo molti lavoratori oggi hanno il problema di trovarsi senza alcuna fonte di reddito.

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